Archivi categoria: Coccodrilli

Omaggio svizzero! Dalla, Battisti e Freddie Mercury

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Anni Quaranta. Hiroshima, Nagasaki, la guerra, la Costituzione. Dalle macerie nascono Lucio Dalla, Lucio Battisti, Freddie Mercury. Un bolognese, un laziale e un africano di sangue indiano. Si affermano col microfono in mano. Jazz, il primo pop, tanto glam rock. Tre personaggi totalmente diversi, ognuno dall’altro. C’è chi si afferma in Europa, nel mondo. Chi diventa un idolo assoluto soltanto dentro i confini nazionali. Esplodono tutti e tre alla fine degli anni Sessanta.

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Cerro, signore e mister

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Tonino Cerro se n’è andato di lunedì. Di solito è il giorno di riposo per il mondo del calcio. Almeno quello di un tempo. Perché ieri sera, per esempio, giocavano Genoa e Palermo. Quel Palermo che Tonino aveva accarezzato, da allenatore in seconda, seduto in panchina accanto a Caramanno. Poi Cerro si è dedicato ai ragazzini. Forse perché era un uomo grande e grosso col cuore sincero e vero dei giovani. E probabilmente con poca malizia per fare carriera. Basta dare un’occhiata alla sua bacheca su Facebook per capire che ricordi ha lasciato. Un signore, un mister appunto.

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Klas operaio va in paradiso

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La vita di Klas Ingesson s’è squagliata in un’alba di fine ottobre. Il vichingo se n’è andato dopo una lotta contro il Male durata cinque anni. Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare non può averlo dimenticato. Ingesson non era un campione, ma incarnava quella tipologia di giocatore che ogni squadra dovrebbe avere. Poco reclamizzato, mai sui giornali. Mai un’esultanza sopra le righe, lui era la normalità in un calcio che stava diventando anormale.

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Mannaggia Catè!

ALE

Una notte in questura col compagno Ariel Ortega, tante sgommate sulla fascia destra. Ma Marcos Antonio Lemos Tozzi, per tutti Catè, in Italia verrà ricordato forse più per quello che poteva fare e non ha fatto. Un contropiede per ricoprirsi di gloria, al tramonto di un drammatico Milan-Sampdoria del maggio ‘99. Sul 2-2 Catè, palla al piede, si avventurò insieme a Montella davanti ad Abbiati. Ignorò l’aeroplanino e sparò addosso al portiere. Pochi minuti dopo, con una folle carambola, Ganz firmò la vittoria del Milan. Alla fine: scudetto rossonero e B blucerchiata. Tutto sul filo del rasoio. Come la vita genovese di Catè.

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