Juventus, Milan, Cska: Capodanno a Palermo

triangolare capodanno palermoALE

“Che cosa è un triangolare di 45 minuti? Mai sentito”.  Cosa ci fanno Roberto Baggio, Franco Baresi e un’accozzaglia di russi in viale del Fante, a poche ore dalla notte di San Silvestro? Sono tante le domande che si rincorrono in una sera palermitana di 22 anni fa. Ore 20: Italia Uno mostra alla Nazione un modo nuovo di rendere più amichevoli le amichevoli. Milan, Juventus e Cska Mosca. No, non è una notte qualunque. Anche se, sulla carta, in palio c’è solo il torneo “Amaro Lucano”. Tre squadre invece di due, sostituzioni a tempesta, soldi, spettacolo. E tifosi. Tanti. Anche se Schillaci non c’è. E già questa è una notizia, visto che il battesimo di questi strani triangolari che di lì a poco asseteranno le nostri estati senza calcio “vero”, avviene a Palermo.

Altro che cinepanettoni. La Favorita accende i riflettori una gelida notte di fine 1991. È il 28 dicembre. Tre giorni dopo Francesco Cossiga parlerà per l’ultima volta alla nazione, a rete unificate. E mentre il mondo cambia, con Eltsin e Gorbaciov pronti alla staffetta, in viale del Fante sbarcano i russi del Cska Mosca. Con loro sfilano anche le big del nostro campionato. Tutte insieme, tutte in una volta, con titolari e riserve al seguito, per la felicità del cassiere della Favorita, abituato a ben altro. Tre partite di 45′ ciascuna. Stadio pieno per celebrare il primo (e unico) torneo di Capodanno.

Milan e Juventus, al giro di boa del campionato, sono incollate in testa. Non vincono lo scudetto da tanti anni. E prima di arrivare a Palermo stringono un patto: una collaborazione destinata a durare per tanti anni, il primo passo è quello delle amichevoli. Il Milan non fa le coppe dopo lo scandalo di Marsiglia e imbottisce la sua stagione di partite infrasettimanali, anche perché Capello ha appena inventato un nuovo modo di gestire le rose: il turn over. Sarà anche per questo che i rossoneri vincono tutte e due le partite.

La Favorita schiuma entusiasmo. I 35 mila spingono Milan e Juventus. Senza vergogna. L’aggettivo “facciuolo” resta chiuso nel cassetto, insieme alle sciarpe del Palermo. Il protagonista è uno solo: Marco Van Basten. Segna in tutte e due le sfide. Ha 27 anni ed è il padrone del mondo: in realtà sta per entrare nell’ultimo anno della carriera. L’epilogo sembra il solito copione. La maglia fuori dai pantaloncini, la fascia ferma al braccio sinistro: Franco Baresi alza al cielo la coppa “Amaro Lucano”. Anche se dalla vita ha voluto e (avuto) di più.

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Pubblicato il 28 dicembre 2013, in Calcio, Storia, Televisione con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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