Archivio mensile:febbraio 2012

Milan-Juve, altro che amichevole

Servizio di FRANK

Regia di JOSE’

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Vince il Festival… Alberto Tomba!

ALE

Sono da poco passate le 22. È l’ultima sera di Sanremo. Inverno ’88, freddo cane, è sabato. C’è la finalissima, sono quotatissimi Anna Oxa e Fausto Leali. La competizione entra nel vivo. Mentre Mino Reitano e Loredana Bertè si sgolano, irrompe un bolognese dal megaschermo dell’Ariston.

Gabriella Carlucci e Miguel Bosè, i padroni di casa, hanno in mano una bomba. Si chiama Tomba la Bomba, appare in tuta azzurra, dal cancelletto olimpico di Calgary, Canada. Là sono da poco passate le 14. C’è la fase finale della seconda manche dello slalom. Solo due giorni prima Albertone aveva trionfato nel gigante. Ci riprova, dopo un’onesta prima manche (terzo).

L’Italia intera tira il fiato per una cinquantina di secondi e si tuffa con lui giù dal pendio olimpico. È un’escalation di brividi. Gli sci di Tomba disegnano traiettorie magiche. A raccontare l’impresa di questo 21enne arrivato da Bologna, è Alfredo Pigna.

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Quando Marco se n’è andato

ALE

È tutto finito. Stavolta è così. Non ci saranno più bravi medici a suturare ferite, esperti chirurghi a riattaccare fratture, mani svelte a riallacciare catene che saltano. Me ne stavo a casa di amici, giusto a volere dissacrare la solennità di San Valentino. È il solito sabato, che scivola via come un po’ come tutti gli altri. Non è proprio uguale, a dire la verità, perché stecca al momento dell’aperitivo.

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Kalusha e lo Zambia, che favola

FRANK

Il calcio è bello perché regala favole come quella dello Zambia, che stasera si è laureato campione d’Africa per la prima volta. Partiamoci da lontano, ventitré anni e mezzo fa. Olimpiadi a Seul, in Corea del Sud, e partite di mattina, c’è un’Italia un po’ raffazzonata, ma è pur sempre l’Italia. E allora mi metto davanti alla tv. Avevo cinque anni, ma ricordo benissimo un Bruno Pizzul che legge undici nomi impronunciabili. Di quelli che non possono rimanerti mai in testa. Uno però mi si fissa bene nella memoria. Kalusha Bwalya. Numero 12, scatto bruciante, tiro potente, classe  e tre pere a quel fenomeno di Tacconi finalmente titolare in azzurro dopo una vita da riserva. Zambia quattro Italia zero.

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