Archivio mensile:maggio 2012

I fantasmi dell’Heysel

ALE

“Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta tieni bene la testa in alto e non aver paura del buio alla fine della tempesta, c’è un cielo d’oro”. I tifosi del Liverpool cantano a squarciagola mentre Gerrard e Del Piero si caricano nel tunnel che dagli spogliatoi porta al campo. Dietro ci sono i loro compagni in fila. Silenzio religioso, giù nel torpedone che sbuca sul verde. C’è un’atmosfera elettrica.

I tifosi “reds” sulla mitica Kop mostrano diversi cartelli a formare un mosaico con la scritta “amicizia”. C’è la sigla della Champions. I supporters ospiti si voltano e danno le spalle. Qualcuno agita un dito medio. Sulla Kop c’è imbarazzo. Viene maledetto il sorteggio che vent’anni dopo ha creato questa scocciatura.

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La carezza di Giovanni

L’amico PINO

Mio padre si chiama Giovanni, come Giovanni Falcone. Ero in macchina con mio padre e mia madre in quel maledetto 23 maggio del 1992. Avevo solo sei anni ma, nonostante ciò, ricordo quel momento. Era un sabato pomeriggio. Giornata splendida, un sole e un caldo che pareva luglio.

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Perdere 8-0 e innamorarsi del Palermo

L’amico VICIO

Per i palermitani nati a inizio anni ’80 è stato parecchio difficile legarsi (almeno inizialmente) ai colori sociali della squadra della propria città. In quegli anni il Palermo, tra uno scandalo e un altro (Totonero e Calcioscommesse su tutti), affrontava squadre sconosciute in polverosi campetti delle serie inferiori. L’apice del fallimento (prima di tutto sportivo) fu raggiunto con la radiazione subìta al termine della stagione 1985-1986. Nel frattempo a Milano nasceva il Milan dell’era Berlusconi: tra gli Immortali di Sacchi (1987-1991) e gli Invincibili di Capello (1991-1996) era impossibile non affezionarsi a quei campionissimi. E così fu. Diventai milanista.

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Venditti e la maturità di Mil4n-Barcell0na

ALE

Ore 21.53. E’ il 25 maggio 2005. Nella corrida di Istanbul, Milan e Liverpool si giocano la finale di Champions. Kakà è steso al limite dell’area da Hyypia. Dudek evita lo 0-4 schiaffeggiando una punizione di Shevchenko diretta all’incrocio. È una partita a senso unico. Il Milan di Ancelotti viaggia verso un’altra sicura affermazione in Europa. E lo fa alla grande, umiliando l’avversario. All’orizzonte c’è un altro epocale 4-0, dopo quello delle finalissime dell’89 e del ’94.

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