Archivi categoria: Cronaca

Novembre 1988: il leopardo che azzannò una bimba a Palermo

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Che ci fa un leopardo dentro uno stabile in una zona residenziale della città? Come può una bambina di 3 anni ritrovarsi tra le fauci di un leopardo nell’androne di casa sua? Non è fantascienza, ma una storia incredibile accaduta a Palermo 30 anni fa. C’è Pascià, il leopardo, ma c’è soprattutto il pomeriggio da incubo vissuto da Marianna (nome di fantasia), 3 anni, in un palazzo di via Umberto Giordano.

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5 novembre 1995, Totogol da sogno al Cep: la schedina, i 3 miliardi e poi… l’incubo

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FRANK

Il Totògol del Cep fino al 5 novembre 1995 è Totò Schillaci, l’eroe delle notti magiche. Ma a Palermo, e soprattutto al Cep, centro espansione popolare, succedono cose strane. Il 4 novembre 1995, la città si addormenta stordita da due eventi. I rosanero hanno battuto la Pistoiese sotto il diluvio e la squadra di Arcoleo ora è seconda in B. La A si può centrare. Quella stessa sera però il Tg scuote il mondo: UCCISO RABIN, premier israeliano, premio Nobel per la pace nel 1994. 

Al Cep, tra case popolari e palazzoni del boom edilizio, si va a letto senza immaginare che l’indomani la storia ribusserà alla porta del quartiere.

5 novembre 1995, domenica. Il 13 non è più il numero dei desideri, adesso a ingolosire gli italiani è l’8. Totogol, 30 partite in schedina, da indovinare quelle con il maggior numero di reti. Si vince con 6, pochino, con 7, una buona somma, con 8, appunto, un’enormità.

Totò Schillaci gioca in Giappone nello Jubilo Iwata, lo coprono di yen e finisce la carriera in Sol Levante. 

Ma in quel giorno di inizio novembre, Totògol al Cep si materializza sotto le vesti di un foglietto di carta. Nella ricevitoria dei fratelli Ottini, in via Brunelleschi, qualcuno acquista una quota di un sistema elaborato dal più piccolo degli Ottini, Maurizio. Spende 1.600 lire e si mette in tasca un tesoro. 

1-9-13-15-19-21-22-27 è la combinazione da sogno. Frutta tre miliardi e 243 milioni di lire, è la seconda vincita più alta di sempre, fino ad allora, dopo quella del 23 dicembre 1994 (3.710.723.415 lire), anche quella realizzata a Palermo.

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La storia di Giovanni Sucato, il “mago dei soldi”: 22 anni fa la sua strana morte

ALE

Estate 1990, gol, sogni, soldi, Palermo. Mentre un giovane calciatore di 26 anni prende il mondo a pallonate segnando a ripetizione nelle notti magiche di casa nostra, un giovane avvocato di 26 anni prende in giro la sua città nei giorni di fuoco di Cosa nostra. Sono due facce della stessa medaglia: Palermo. Uno è Totò Schillaci, l’altro è Giovanni Sucato. Il primo illude, sfiora la gloria eterna ma poco dopo finirà esiliato in Giappone. L’altro pagherà con la vita l’azzardo più folle che un palermitano ricordi. E’ il 30 maggio del 1996 quando l’avvocato (ma sulla sua laurea non si troveranno mai conferme) di Pomara – piccola realtà di periferia dove Palermo diventa Villabate – viene ucciso in circostanze mai chiarite. Ventidue anni anni fa esatti.

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9 maggio 1968, tre bimbi scomparsi ad Aspra. Un mistero lungo 50 anni

 

 

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FRANK
(dal Giornale di Sicilia dell’8 maggio 2018)

Ci sono tre bambini di scuola elementare. Loro sono veri. E poi ci sono le leggende miste chissà a quanta verità su un reticolo sconfinato di grotte e in alternativa una misteriosa macchina rossa. Di reale c’è anche una tranquilla borgata marinara di poche migliaia di anime che all’improvviso scopre la paura e il coprifuoco. Mezzo secolo fa Aspra vede sparire all’improvviso tre figli: Domenico Astorino, detto Minico, di 11 anni, Domenico D’Alcamo, detto Mimmo, e Giuseppe La Licata, detto Pino, entrambi di 9 anni. Da quel 9 maggio 1968 sono state battute diverse piste fra mezze testimonianze, silenzi e passi indietro. Mimmo, Minico e Pino oggi sarebbero dei sessantenni ma la loro scomparsa è ancora un enigma.

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