Archivi categoria: Calcio minore

Il Palermo, il fallimento, la rinascita: quando il Marsala ripartì con la Procidina

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La classifica delle prime 4 giornate del campionato 2006-2007 in cui il Marsala 1912 ripartì dopo il fallimento (credits: Belice c’è)

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“E questi chi sono?”, domanda un signore sulla cinquantina a bordo campo. “Vengono da Procida, un’isola vicino Napoli”. Primo ottobre 2006, il nuovo Marsala rinasce dopo il fallimento e si presenta davanti al suo pubblico. Mentre due mesi e mezzo prima uno dei suoi ex calciatori simbolo – Marco Materazzi – alza da protagonista la Coppa del Mondo, lo Sport Club 1912 ricomincia da capo: Seconda categoria, ovvero il penultimo gradino della piramide del calcio. Domenica pomeriggio, ore 15. Il vecchio Marsala riparte nel suo stadio, il Lombardo Angotta, il caro vecchio Municipale. Che si riempie per la giornata dell’orgoglio, quella della rinascita dopo il fallimento. Di fronte c’è la Procidina e ogni marsalese sa che quella è l’alba dopo l’imbrunire. Sono lontani i tempi della C1, i baffi di Morgia sono uno sbiadito ricordo, come le sgroppate di un certo Patrice Evra, che da qualche mese è passato al Manchester United, e le sfide con il gemello Palermo, compagno di “odio calcistico” verso il Catania e il Trapani.

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Dalla Panormus al Parma, dallo scudetto alla B: 20 anni di Calaiò

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La Panormus campione d’Italia giovanissimi dilettanti 1996-1997. In alto da sinistra: Marcaione (preparatore atletico), De Domenico G. (allenatore), Seminara, Pecorella, Di Maggio, Calaiò E., Li Vigni, Raimondi, Misuraca, Di Domenico, Cipolla V. (dirigente accompagnatore), Calaiò U. (preparatore dei portieri). Accosciati da sinistra: Vegna, De Domenico M. (mascotte), Cipolla G., Villafranca, Cammarata, Giardina, Milano, Giordano, Lo Giudice, Cipolla A. (mascotte), Sicilia, Pizzo.

 

FRANK
Lo vedo ancora Manu, ciondolare in campo, alla ricerca del pallone giusto che quel giorno non arriva. Il suo pane è il gol, ma nulla da fare. Non segna Manu in quella infuocata mattinata a Montecatini. Fa niente, la Panormus è campione d’Italia giovanissimi dilettanti. E Manu è stato il trascinatore per tutta la stagione. E’ il 21 giugno del 1997, sono passati vent’anni da un pezzo di storia del calcio giovanile siciliano.

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Cerro, signore e mister

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Tonino Cerro se n’è andato di lunedì. Di solito è il giorno di riposo per il mondo del calcio. Almeno quello di un tempo. Perché ieri sera, per esempio, giocavano Genoa e Palermo. Quel Palermo che Tonino aveva accarezzato, da allenatore in seconda, seduto in panchina accanto a Caramanno. Poi Cerro si è dedicato ai ragazzini. Forse perché era un uomo grande e grosso col cuore sincero e vero dei giovani. E probabilmente con poca malizia per fare carriera. Basta dare un’occhiata alla sua bacheca su Facebook per capire che ricordi ha lasciato. Un signore, un mister appunto.

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Leandro Rinaudo non è un “farabutto”

Leandro Rinaudo e Giovanni Tedesco durante l'incontro del marzo 2006 alla scuola Alberico Gentili (foto tratta dall'archivio del Giornale di Sicilia)

Leandro Rinaudo e Giovanni Tedesco durante l’incontro del marzo 2006 alla scuola Alberico Gentili (foto tratta dall’archivio del Giornale di Sicilia)

FRANK

Tutti con Pepito Rossi. E tutti contro Leandro Rinaudo. “Un farabutto” per il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle dopo il fallo sul capocannoniere viola. “Intenzionale” secondo l’allenatore gigliato Vincenzo Montella. No, io non ci sto! Va bene la solidarietà per il mini bomber, ma gli attacchi a Rinaudo mi sembrano gratuiti.

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