Archivio mensile:gennaio 2012

Deejay 30 e lode

FRANK

Primi anni Novanta, primo pomeriggio di sabato, un bloc-notes e le orecchie bene aperte. Dopo una settimana di Deejay Time, la classifica, la Deejay Parade. Venti canzoni da scrivere e un fogliettino da conservare. Con le nuove entrate e i riempipista. Gli Snap, i Da Blitz, Corona, Usura, Datura. Non si ingelosisca Linus se dico che sui 92.9 (la vecchia frequenza palermitana di Radio Deejay), mi ci portarono Albertino, Fargetta, Prezioso, Molella. Anzi, per la verità, mi ci portarono mio zio e un banconista del nostro vecchio bar. Entrambi amanti della dance. Ogni sabato dalle 14 alle 15 il volume della radio si alzava un po’ e pazienza se c’era il vecchietto che sorseggiava la Vecchia Romagna. Gradiva anche lui con il sorriso sotto i baffi.

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#ioricordo quei cessi ad Auschwitz

Il mio amico Massimo davanti ai cessi di Birkenau

FRANK

Dentro un capannone, una fila di marmo con una quarantina di cessi, o meglio di buchi, dove fare i propri bisogni. I deportati li facevano entrare a gruppi. Uno attaccato all’altro, avevano trenta secondi per le loro esigenze fisiologiche. La carta igienica? Non scherziamo.

Questa è l’immagine che più mi ha fatto salire il cuore in gola, l’anno scorso a ottobre, quando sono stato nel lager di Auschwitz-Birkenau.

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Orrico e il gioco dell’orrido

ALE

L’inizio era denso di promesse. “Inter, ti faccio vedere il calcio del Duemila”. L’addio fu meno arrogante, dignitoso e umile. “Sono venuto all’Inter per ottenere certi risultati, alla fine non ce l’ho fatta. Me ne vado, non sto qui solo per soldi”. Dimissioni, scelta morale. Vent’anni dopo Corrado Orrico non allena più, fa apparizioni sporadiche su Sky, da opinionista. Lampadato e sereno, spesso col cocktail in mano, si gode così la pensione. Ebbe l’occasione della vita nell’estate del 1991 dopo aver regalato sogni a Lucca. Fu catapultato nel grande calcio e ne uscì centrifugato. Il gabbione, il wm, la zona pura, le diete. Filosofie d’alta quota nell’Inter cinica capeggiata dai tedeschi e dalla vecchia guardia Zenga-Bergomi-Ferri. Ma passare da Trapattoni a Orrico è un po’ come andare a cena con Jessica Alba e trascorrere la notte con Marisa Laurito.

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Amarcord, Fellini e Sic

Federico Fellini mentre gira Amarcord

FRANK

Oggi colui che con un suo film ha dato il nome a questo blog avrebbe compiuto 92 anni. Basta questo.

Anzi no, oggi sarebbe stato pure il compleanno di un ragazzo che è assurdo sia già un amarcord.

Chissà se lassù il romagnolo Federico non stia filmando il romagnolo Marco mentre impenna. Per farne un film con un finale migliore.