Archivio mensile:dicembre 2011

Totò e i botti di Capodanno

FRANK

Totò, il venditore di botti della mia zona non c’è più. A volte spariva per ore nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno. O si era nascosto o lo aveva portato via la finanza. Poi però, il 31 dicembre, era sempre lì all’angolo della strada, col suo banchetto pieno pieno di diavolerie pirotecniche e la sua sedia di legno.

Un paio di anni fa, Totò, se n’è andato e non è più tornato. La finanza ti rilascia, una brutta malattia no. Per la verità, io, avevo smesso già da qualche tempo di fare scorte di Magnum e Svedesi (che non sono gelati e belle ragazze) per la notte di San Silvestro.

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Ronaldo alla Favorita: foto e biglietto

E’ stata veramente straordinaria la partecipazione dei nostri lettori dopo la pubblicazione dei due post su Ronaldo alla Favorita. Chiudiamo questa pagina, ma siamo sempre aperti ad altri contributi, pubblicando un paio di foto scattate dalla curva nord e il biglietto della partita. Cimeli che ci manda l’amico Salvo Lo Giudice.

Il biglietto di Curva Nord superiore di Inter-Auxerre

 

 

 

 

 

 

 

Nell'immagine di sopra Djorkaeff si appresta a battere il rigore che Charbonnier gli parerà, sotto Ronaldo rientra in campo dopo una botta

Ronaldo alla Favorita: io c’ero

L’amico CLINT

Il mio cenone di San Silvestro, nel 1997, lo consumai la sera prima, il 30 dicembre, allo stadio La Favorita di Palermo. Nel menù Inter-Auxerre, il piatto forte si chiamava Ronaldo. Mai dopo quella partita ho visto un giocatore così forte nello stadio all’ombra di Monte Pellegrino. Eppure il Fenomeno rimase in campo solo un quarto d’ora. Il tempo di prendersi un premio dal sindaco, suo anagramma, Orlando. Il tempo di ubriacare un difensore dell’Auxerre e di metterla alle spalle di Charbonnier. Il tempo di far stropicciare gli occhi ai 35 mila spettatori e di fargli venire i brividi con un ginocchio che si gira dopo l’ennesimo doppio passo.

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Ronaldo alla Favorita: io non c’ero

Ronaldo alza il Pallone d'Oro 1997

L’amico SIMON

Quattordici anni fa Palermo vedeva la serie A in televisione. I più fortunati vedevano la loro “Juve”, o l’Inter di Simoni, o uno dei Milan peggiori dell’era Berlusconi con i loro abbonamenti a “Tele + Bianco”. Al massimo acquistavano la singola partita su “Palco” (la “pay per view” nuda e cruda dell’epoca). Già, “Palco“. Un nome appropriato per un campionato di Serie A tra i più ricchi di tutti i tempi. Ronaldo, certo, ma anche il miglior Del Piero. Un Baggio capace di 21 gol, che non bastarono però ad avvicinare l’exploit di Bierhoff. E poi Maldini, Cafu, Djorkaeff, Weah, Nedved, Mancini… insomma, c’era davvero tanto da vedere e da ammirare.

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