Archivi categoria: Storia

“Non ci vedo più”: a Palermo l’ultimo sipario di Totò

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“Non ci vedo più”. Il principe della risata questa volta è serissimo. Antonio De Curtis – per tutti Totò – gira per un attimo le spalle al pubblico. E mentre è sul palcoscenico del Politeama di Palermo ed è vestito da Napoleone, batte nervosamente le palpebre come per togliere un corpo estraneo dall’occhio destro e sussurra all’orecchio della compagna e attrice, Franca Faldini, che non ci vede più. Totò ha 59 anni e la sua carriera si ferma di colpo. Gli occhi del più grande comico italiano si chiudono a Palermo (il sinistro aveva smesso di funzionare da tempo). E’ il 3 maggio 1957, 63 anni fa esatti. E siccome Totò è Totò quello spettacolo lo porta a termine. Soltanto con l’istinto. In sala non se ne accorge nessuno. Antonio De Curtis accelera i tempi e taglia le battute. Ma non può cancellare la realtà.

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La storia del musicista che ritornò a Palermo dopo esser stato costretto a vivere 40 anni nella DDR

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L’alba della libertà è nascosta dentro un viaggio premio a Palermo a 40 anni di distanza dal doloroso distacco. Quella del musicista Gian Luigi Costanzo è una storia palermitana che unisce il Natale con il trentesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino. La straordinaria vita del “Maestro”, costretto a vivere 40 anni nella Ddr –  la Repubblica Democratica Tedesca – si intreccia con una curiosa coincidenza, un’apparizione “europea” in tv, e con l’estate più florida per gli italiani, quella “mondiale” del 1982. Sofferenza, desideri, ambizioni crollate, orizzonti chiusi, umanità, empatia. C’è tutto questo nella vita di Costanzo al di là del Muro.

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Dal biancoblù a #siamoaquile, storia dei loghi del Palermo

 

collage loghi palermo

I marchi storici del Palermo disegnati da Paolo Massimiliano Paterna nel libro di Giovanni Tarantino, “Una storia in rosa e nero” (il Palindromo, 2014)

Giovanni Tarantino

Qualunque discorso si possa fare sul nuovo logo del Palermo non si può prescindere da un punto di partenza, il testo del video diramato da Hera Hora srl, nuova proprietà del Palermo calcio rappresentata da Dario Mirri e Tony Di Piazza. Vale la pena riportare integralmente il testo in questione: «Ci hanno detto che il nostro tempo è passato, che il nostro destino è già scritto, che non meritiamo un sogno o che non siamo abbastanza forti per realizzarlo. Ma c’è una cosa che questa città ci ha insegnato: che nessuno può dirci quello che dobbiamo essere. Abbiamo radici forti, fame, lacrime e sangue che scorre. Sappiamo che non basta un giorno e che ogni giorno è una battaglia. Cadiamo, ci scrolliamo la polvere di dosso e ci rialziamo sempre. Qualcuno si può chiedere perché.

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Palermo Pop 70, altro che Radio Italia

PALERMO POP 70 - 2-2-2

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Tre giorni di pace, amore e musica. Intrecciati per sempre nella storia. Un’adunata rock senza precedenti per Palermo: in viale del Fante soffia il vento di Woodstock. Succede 47 anni fa, quando Gabbani, Rovazzi, Le Vibrazioni, Nina Zilli non erano neanche nati. Palermo Pop 70 è un concerto da leggenda, con Duke Ellington, Aretha Franklin, gli Exseption, Arthur Brown che si esibiscono davanti a centomila giovani. Chiedetelo ai “ragazzi” palermitani over 60 che uscirono trasformati da quell’esperienza, così sconvolgente e irripetibile, cosa è stato quell’evento. Il concerto di Radio Italia, programmato per stasera al Foro Italico, sta monopolizzando una città, tra misure di sicurezza, limitazioni al traffico e grande partecipazione di pubblico. Ma – ci perdonino i fan di Ramazzotti e Gabbani – ha poco a che vedere con quello che successe dal 17 al 19 luglio del 1970.

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