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I 110 anni della Nazionale, da Schillaci a Balotelli: ecco i palermitani azzurri (e non solo)

nazionale palermitana
FRANK

Oggi 15 maggio 2020, la Nazionale italiana compie 110 anni. La omaggio con un gioco, un gioco nel quale mi invento un’immaginaria Nazionale palermitana. Tutti calciatori nati a Palermo. Non c’entra soltanto quanto quel giocatore sia stato più o meno forte. Non c’entra se abbia davvero indossato la maglia azzurra. C’entra il sentimento, il rimando, cosa significa per me quel nome. Ecco cosa mi viene in mente, pensando a ognuno di loro.

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Folgorato sulla via di Damasco, il militare Sicignano: “Quando segnai dalla porta in Siria-Italia”

ALE

Gennaio 1997. Damasco. Non c’è la guerra. La partita è un’amichevole. In tutti i sensi. In Siria sbarca la Nazionale militare italiana. In porta tra gli azzurri c’è un “palermitano”. Si chiama Vincenzo Sicignano, ha 22 anni. In quella partita si verifica un episodio rarissimo. Ovvero un gol del portiere su un rinvio dalla porta. Oggi “Vicè”, che a Palermo ha lasciato il suo cuore, è un guascone di 45 anni e rotti. Pensa a quella trasferta e sorride. “Sì, sono passati tanti anni – dice adesso -. Ricordo che era una giornata piovosa, negli ultimi minuti c’è stato un calcio d’angolo per gli avversari. Esco su questo corner per la Siria e blocco il pallone. Decido di rinviare subito per far ripartire l’attaccante. A quel punto succede una cosa strana: la palla rimbalza a terra sul campo bagnato, due-tre metri prima della lunetta. Ne viene fuori una parabola strana che scavalca il portiere fermo sul dischetto. Così vincemmo la partita. Siria-Italia zero a uno”.

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Vieri parla con Toni: “Mi ricordo quando giocavo a Palermo, quanti cazzotti mi diede Biffi…”

ALE

“Mi ricordo quando ero in serie B e giocavo a Palermo, c’era Biffi…”. A parlare è Bobo Vieri, in una delle ormai mitologiche dirette su Instagram, che in assenza di calcio vero sono diventate il pane quotidiano per migliaia di affamati di pallone. L’ex attaccante della Nazionale, un tempo re dei gol e delle notti in discoteche, e oggi papà 46enne, parla con Luca Toni. E cita più volte Palermo. La prima volta quando fa cenno a una partita giocata con la maglia dell’Italia al Barbera. “Luca, ti ricordi quando entrai al posto tuo? Era un periodo che non segnavo e volevo far gol per forza. Totti mi mandò in porta, volevo dribblare il portiere, buttai la palla fuori da solo, però la palla mi ritornò e la cacciai via per 20 metri”. E giù risate.

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Segna Salihamidzic, pareggia Triuzzi: quando le big d’Europa svernavano a Palermo

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ALE

Ultimi giorni del 1997. Internet è roba per pochissimi, le informazioni girano solo con il passaparola, i giornali o il televideo. L’Amburgo – nobile del calcio tedesco – da qualche giorno è in letargo per la lunga pausa invernale della Bundesliga. Il presidente è un certo Uwe Seeler, ex leggendario centravanti della nazionale tedesca. Fa una telefonata a Palermo: “Possiamo venire una settimana da voi per allenarci al caldo?”. Dalla Sicilia arriva l’ok. Seeler invia una lettera al sindaco Leoluca Orlando (sì, nel 1997 c’era sempre lui) per “ringraziare la città che ha accettato l’invito di ospitare la squadra”. “Sono certo – scrive la vecchia leggenda – che molti miei connazionali, sportivi e non, raggiungeranno la città di Palermo per ammirarne i tesori e le bellezze: mi impegnerò affinché ciò avvenga”.

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