Archivio mensile:ottobre 2013

Tre ore in un bar con Maurizio Schillaci “Scoglio, Zeman, Totò, erba ed eroina”

Maurizio Schillaci, fotografato da Siciliainformazioni

Maurizio Schillaci, fotografato da Siciliainformazioni

FRANK

Maurizio Schillaci è un uomo buono. Lo guardi negli occhi e pensi questo. Dorme sui treni, ha mandato a puttane la carriera penalizzato da problemi fisici e poi caduto nel tunnel dell’eroina. Lui che coi tunnel aveva fatto ammattire i suoi avversari. Adesso dorme sui treni fermi alla stazione di Palermo. Raccatta soldi per vivere e fumare. E chissà per cos’altro. Ne avrebbe di motivi per mandare a quel paese un po’ di gente. Anche se stesso ovviamente. Ma Maurizio è un pezzo di pane e non ha rancori verso nessuno. Lo Schillaci tenebroso è un uomo buono. E la sensazione rimane quella anche  alla fine di una conversazione a strappi durata tre ore.

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Il ghiacciolo tricolore, il giornalista irlandese e… Fuck Schillaci

ImageFRANK

Roberto, mio collega dell’università che ora vive a Dublino, sostiene che la commovente storia di Maurizio Schillaci raccontata dal nostro Ale, si venderebbe bene anche in riva al Liffey. E dunque si parlava d’Irlanda poco fa sulla sua bacheca Facebook.

Anzi, si parlava di Eire. Sì, perché per tutti a Italia ’90 fu Eire. Pat Bonner, Niall Quinn, Tony Cascarino. Quei giganti vestiti di verde erano pure simpatici. E noi palermitani li avevamo visti per due volte da vicino, alla Favorita. Zero a zero deludente contro l’Egitto e uno a uno decisivo per la qualificazione contro l’Olanda. Due pareggi nel gruppo che forse ha registrato il numero più alto di X nella storia: cinque su sei partite.

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Musella, il Palermo e Finale

FRANK

“Musella, Musella tira e segna!! Musella, Musella tira e segna!!”. Se mi dovessero chiedere, qual è il coro che hai sentito per la prima volta in uno stadio, la risposta sarebbe questa. Ora non ricordo se entrò nelle mie orecchie per la prima volta dalla tv attraverso il sottofondo delle radiocronache di Guido Monastra o il 30 maggio 1990.

Quella sera, insieme a mia madre, mio padre e mio fratello (e credo sia stata l’unica volta di tutta la mia famiglia insieme allo stadio) eravamo in tribuna per l’inaugurazione della nuova Favorita. Palermo-Lucchese, finale di ritorno della Coppa Italia di C. Andata 2-1 per i rossoneri, ritorno 1-0 rosanero firmato Pierpaolo Bresciani (minuto 5:50 del video caricato sopra). “Ha fatto un gol alla Peirò”, mi disse mio padre raccontandomi la storia dell’attaccante dell’Inter che beffò il portiere rubandogli la palla mentre perdeva tempo. Altri tempi.

Altri tempi anche Palermo-Lucchese perché sconfitta fuori 2-1 e vittoria in casa 1-0 non significò Coppa Italia per il Palermo. Si andò ai rigori. Aspettavo “Musella, Musella tira e segna!! Musella, Musella tira e segna!!”. Ma il numero 9 non tirò. Chissà perché? Lui che aveva fatto quell’anno 11 gol in 33 partite. Lui che l’avevo visto in tv, quando il Palermo giocava a Trapani, mi sembrava il più forte. Tirò Cancelli, sbagliò e cancellò l’entusiasmo dei 40 mila sugli spalti. La Coppa Italia finì in mano ad Orrico. Finale amaro.

Ieri ho ripensato a “Musella, Musella, tira e segna!!” perché Musella è morto, a 53 anni. Ancora non si è capito perché. Ancora in finale. Finale Ligure.