Archivio mensile:giugno 2017

Palermo Pop 70, altro che Radio Italia

PALERMO POP 70 - 2-2-2

ALE

Tre giorni di pace, amore e musica. Intrecciati per sempre nella storia. Un’adunata rock senza precedenti per Palermo: in viale del Fante soffia il vento di Woodstock. Succede 47 anni fa, quando Gabbani, Rovazzi, Le Vibrazioni, Nina Zilli non erano neanche nati. Palermo Pop 70 è un concerto da leggenda, con Duke Ellington, Aretha Franklin, gli Exseption, Arthur Brown che si esibiscono davanti a centomila giovani. Chiedetelo ai “ragazzi” palermitani over 60 che uscirono trasformati da quell’esperienza, così sconvolgente e irripetibile, cosa è stato quell’evento. Il concerto di Radio Italia, programmato per stasera al Foro Italico, sta monopolizzando una città, tra misure di sicurezza, limitazioni al traffico e grande partecipazione di pubblico. Ma – ci perdonino i fan di Ramazzotti e Gabbani – ha poco a che vedere con quello che successe dal 17 al 19 luglio del 1970.

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Dalla Panormus al Parma, dallo scudetto alla B: 20 anni di Calaiò

panormus 1997

La Panormus campione d’Italia giovanissimi dilettanti 1996-1997. In alto da sinistra: Marcaione (preparatore atletico), De Domenico G. (allenatore), Seminara, Pecorella, Di Maggio, Calaiò E., Li Vigni, Raimondi, Misuraca, Di Domenico, Cipolla V. (dirigente accompagnatore), Calaiò U. (preparatore dei portieri). Accosciati da sinistra: Vegna, De Domenico M. (mascotte), Cipolla G., Villafranca, Cammarata, Giardina, Milano, Giordano, Lo Giudice, Cipolla A. (mascotte), Sicilia, Pizzo.

 

FRANK
Lo vedo ancora Manu, ciondolare in campo, alla ricerca del pallone giusto che quel giorno non arriva. Il suo pane è il gol, ma nulla da fare. Non segna Manu in quella infuocata mattinata a Montecatini. Fa niente, la Panormus è campione d’Italia giovanissimi dilettanti. E Manu è stato il trascinatore per tutta la stagione. E’ il 21 giugno del 1997, sono passati vent’anni da un pezzo di storia del calcio giovanile siciliano.

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Italia ’90, a Palermo arriva il Mondiale: città senz’acqua, ma c’è la birra

ALE

C’è una luce in fondo al tunnel degli anni Ottanta. Palermo aspetta questo giorno da una vita. I riflettori del pianeta sono puntati sulla Favorita, quando Ruud Gullit sbuca in campo con la fascia al braccio, insieme al capitano avversario, Gamal Abdelhamid. Olanda-Egitto, Palermo ha il suo Mondiale. Anche “Ciao”, il simbolo di Italia ’90, sbarca in viale del Fante. Ed è una liberazione. Il Grande Evento era stato messo in dubbio più volte per troppi motivi. Ritardi agghiaccianti, polemiche, macerie e quattro operai vittime di una fine orribile: schiacciati e sfigurati dopo un volo di 30 metri. Dai morti nel cantiere palermitano, ai problemi economici e burocratici, al gigantesco giro d’appalti che scuote interessi di ogni tipo, quando la mafia – protagonista indiscussa – era tutto fuorché silenziosa.

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Vedi Napoli e poi piove: il Palermo e il buon vento a Benevento

ALE

Estate 2001, la data è segnata in rosso. Si sogna: il 2 dicembre il Palermo tornerà a Napoli. Vengono compilati i calendari della B, riaffioriano subito storie di lacrime. Di gioia e rabbia. Si intrecciano i momenti clou della storia rosanero. Nel 1972 il San Paolo ospita Sorrento-Palermo: là i ragazzi di Ninetto De Grandi conquistano l’ultima promozione in A. Un esodo di massa accompagna Sgrazzutti, Arcoleo, Vanello e gli altri compagni al traguardo. La città è in fermento per una settimana. I giocatori riescono a stento a camminare per strada. Lo 0-0 finale porta il Palermo in A. Sette anni dopo c’è una finale di Coppa Italia, contro la Juventus. Ancora una “diaspora” verso il San Paolo. Questa però è una cronaca di un racconto impossibile. Appena sfiorata, perché il Palermo perde contro la Juventus a tre minuti dalla fine dei tempi supplementari, e di quella notte tutto è già stato detto.

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