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L’11 settembre della mafia palermitana: la tragica fine dei figli di Buscetta

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Chi conosceva bene Masino Buscetta racconta di averlo visto piangere solo una volta. Quando gli arrivò la notizia della morte dei suoi due figli. Prima rapiti, poi strangolati, torturati e uccisi su ordine di Riina perché svelassero il luogo dove si nascondeva il papà. Dici 11 settembre e pensi alle Torri Gemelle. Ma un altro 11 settembre è una data simbolo nella guerra di mafia palermitana. E’ il 1982, 37 anni fa esatti. Benedetto Buscetta e Antonio Buscetta – figli del boss dei due mondi – di 34 e 32 anni, vengono rapiti a Palermo mentre stanno per salire sulla loro auto. Inghiottiti per sempre dalla lupara bianca. Vengono torturati da Pippo Calò, Salvatore Cancemi e altri mafiosi che volevano scoprire dove Don Masino si fosse rifugiato. I cadaveri furono in seguito bruciati e mai più ritrovati.

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18 novembre 1988: il leopardo che azzannò una bimba a Palermo

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Che ci fa un leopardo dentro uno stabile in una zona residenziale della città? Come può una bambina di 3 anni ritrovarsi tra le fauci di un leopardo nell’androne di casa sua? Non è fantascienza, ma una storia incredibile accaduta a Palermo 30 anni fa. C’è Pascià, il leopardo, ma c’è soprattutto il pomeriggio da incubo vissuto da Marianna (nome di fantasia), 3 anni, in un palazzo di via Umberto Giordano.

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Il Palermo all’inizio e alla fine del Mondo

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Emiliano Mondonico, col primo accenno di baffi e la maglia del Monza nel 1970-1971 (da una figurina in vendita su Ebay)

Il Palermo all’inizio e il Palermo alla fine del Mondo. Emiliano Mondonico, scomparso all’età di 71 anni, è stato ricordato come l’allenatore che ha fatto sognare Atalanta e Torino. Sbirciando però nelle statistiche, è incredibile vedere come la squadra siciliana sia presente in passaggi cruciali nella carriera, in campo prima e in panchina dopo, del tecnico di Rivolta d’Adda.

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Dalla Panormus al Parma, dallo scudetto alla B: 20 anni di Calaiò

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La Panormus campione d’Italia giovanissimi dilettanti 1996-1997. In alto da sinistra: Marcaione (preparatore atletico), De Domenico G. (allenatore), Seminara, Pecorella, Di Maggio, Calaiò E., Li Vigni, Raimondi, Misuraca, Di Domenico, Cipolla V. (dirigente accompagnatore), Calaiò U. (preparatore dei portieri). Accosciati da sinistra: Vegna, De Domenico M. (mascotte), Cipolla G., Villafranca, Cammarata, Giardina, Milano, Giordano, Lo Giudice, Cipolla A. (mascotte), Sicilia, Pizzo.

 

FRANK
Lo vedo ancora Manu, ciondolare in campo, alla ricerca del pallone giusto che quel giorno non arriva. Il suo pane è il gol, ma nulla da fare. Non segna Manu in quella infuocata mattinata a Montecatini. Fa niente, la Panormus è campione d’Italia giovanissimi dilettanti. E Manu è stato il trascinatore per tutta la stagione. E’ il 21 giugno del 1997, sono passati vent’anni da un pezzo di storia del calcio giovanile siciliano.

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