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Dalla Panormus al Parma, dallo scudetto alla B: 20 anni di Calaiò

panormus 1997

La Panormus campione d’Italia giovanissimi dilettanti 1996-1997. In alto da sinistra: Marcaione (preparatore atletico), De Domenico G. (allenatore), Seminara, Pecorella, Di Maggio, Calaiò E., Li Vigni, Raimondi, Misuraca, Di Domenico, Cipolla V. (dirigente accompagnatore), Calaiò U. (preparatore dei portieri). Accosciati da sinistra: Vegna, De Domenico M. (mascotte), Cipolla G., Villafranca, Cammarata, Giardina, Milano, Giordano, Lo Giudice, Cipolla A. (mascotte), Sicilia, Pizzo.

 

FRANK
Lo vedo ancora Manu, ciondolare in campo, alla ricerca del pallone giusto che quel giorno non arriva. Il suo pane è il gol, ma nulla da fare. Non segna Manu in quella infuocata mattinata a Montecatini. Fa niente, la Panormus è campione d’Italia giovanissimi dilettanti. E Manu è stato il trascinatore per tutta la stagione. E’ il 21 giugno del 1997, sono passati vent’anni da un pezzo di storia del calcio giovanile siciliano.

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La Nazionale italiana più scarsa

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FRANK

Volevamo fare la flop 11 azzurra da Italia ’90 a oggi, poi scorrendo i convocati a Mondiali ed Europei ci siamo accorti che nessuno tra ’90 e ’94 merita di essere inserito in questa formazione.

Antonioli (Euro 2000)

Ferrari (Euro 2004)
Gamberini (Euro 2008)
Paletta (Mondiale 2014)
Bocchetti (Mondiale 2010)

Cois (Mondiale 1998)
Palombo (Mondiale 2010)
Rossitto (Euro 1996)

Pepe (Mondiale 2010)
Corradi (Euro 2004)
Borini (Euro 2012)

L’Inter e il 5 maggio

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FRANK

Dici 5 maggio e tutti pensano a Lazio-Inter del 2002. Gli interisti più ottimisti, per la verità, ribattono col 5 maggio 2010. Stupefacente gol di Milito, baciato da Dio in quei giorni, e primo trofeo del Triplete a casa. La Coppa Italia conquistata all’Olimpico. Quello stesso stadio dove 8 anni prima Gresko sbagliava, Poborsky segnava e Ronaldo piangeva.
C’è però anche un altro 5 maggio amarissimo per i tifosi nerazzurri. Trionfale per i tifosi blucerchiati. Il 5 maggio 1991 a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. La squadra allenata dal mitico e sarcastico Boskov è prima, tre punti di vantaggio sui milanesi guidati da Trap che hanno l’ultima occasione per avvicinarli. Mancano 4 giornate al termine e la vittoria vale ancora due punti.

E’ una partita stregata per l’Inter. Klinsmann sul filo del fuorigioco fa l’1-0, ma l’arbitro D’Elia sbagliando annulla. Nel secondo tempo si scatena la Samp. Vantaggio di Dossena, poi rigore per i nerazzurri. Matthaeus spara centrale e Pagliuca para. Vialli fa il 2-0 ed esulta con la capriola davanti alle migliaia di tifosi blucerchiati stipati nella Sud. Bergomi e Mancini litigano e vengono espulsi. La Doria si mette praticamente in tasca il primo scudetto della sua storia.

E’ una specie di Leicester, quella Samp, ma molto più forte. Non ci sono solo i gemelli del gol Vialli e Mancini. Pagliuca in porta sta per togliere a Zenga il posto in Nazionale, lo zar Vierchowod è una roccia in difesa, Pari è un motorino instancabile in mezzo al campo, Cerezo dispensa classe e tattica, Lombardo è il nuovo Fanna, anche sul piano somatico.

Da quel 5 maggio 1991, nessuna squadra italiana è riuscita più a prendersi il titolo numero uno. Sono passati 25 anni.

Il Palermo in A con Marianini e Marco Rigoni

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(dal Giornale di Sicilia del 4 maggio 2014)

Certi giocatori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Ad assistere alle promozioni matematiche del Palermo. Smorfiando un po’ Antonello Venditti e la sua “Amici mai” s’intravedono Marco Rigoni e Francesco Marianini. Amici mai del Palermo, nel senso che non hanno mai vestito la maglia rosanero. Portafortuna sì però. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza in campo dei due centrocampisti nelle due partite che hanno consegnato, a distanza di dieci anni, la massima serie alla squadra di Zamparini. Ieri al Piola, nel 2004 al Barbera con la Triestina. Scherzi del tabellino.

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