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Dal biancoblù a #siamoaquile, storia dei loghi del Palermo

 

collage loghi palermo

I marchi storici del Palermo disegnati da Paolo Massimiliano Paterna nel libro di Giovanni Tarantino, “Una storia in rosa e nero” (il Palindromo, 2014)

Giovanni Tarantino

Qualunque discorso si possa fare sul nuovo logo del Palermo non si può prescindere da un punto di partenza, il testo del video diramato da Hera Hora srl, nuova proprietà del Palermo calcio rappresentata da Dario Mirri e Tony Di Piazza. Vale la pena riportare integralmente il testo in questione: «Ci hanno detto che il nostro tempo è passato, che il nostro destino è già scritto, che non meritiamo un sogno o che non siamo abbastanza forti per realizzarlo. Ma c’è una cosa che questa città ci ha insegnato: che nessuno può dirci quello che dobbiamo essere. Abbiamo radici forti, fame, lacrime e sangue che scorre. Sappiamo che non basta un giorno e che ogni giorno è una battaglia. Cadiamo, ci scrolliamo la polvere di dosso e ci rialziamo sempre. Qualcuno si può chiedere perché.

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Pagliuca e Tomba, gemelli bolognesi

pagliuca-in-nazionale

ALE
Mezzo secolo in un attimo. Italia-Brasile, un tiro senza pretese, una palla che arriva docile, ma che all’improvviso diventa saponetta e rischia di spezzare l’equilibrio di una finale mondiale. Gianluca Pagliuca, neo cinquantenne, tanti anni dopo, lo ammette: “Potevo diventare campione del mondo, ma quel legno mi ha salvato la vita”. Mezzo secolo da Pagliuca.

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1992 La serie. A e non solo


ALE e FRANK
Stasera su Sky inizia 1992, serie tv su un anno cruciale della storia recente italiana. Tangentopoli, le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma anche per il calcio e per lo sport il 1992 è ricco di momenti da ricordare. In breve, vi proponiamo quelli che ci sono venuti in mente senza pensare troppo.

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Vince il Festival… Alberto Tomba!

ALE

Sono da poco passate le 22. È l’ultima sera di Sanremo. Inverno ’88, freddo cane, è sabato. C’è la finalissima, sono quotatissimi Anna Oxa e Fausto Leali. La competizione entra nel vivo. Mentre Mino Reitano e Loredana Bertè si sgolano, irrompe un bolognese dal megaschermo dell’Ariston.

Gabriella Carlucci e Miguel Bosè, i padroni di casa, hanno in mano una bomba. Si chiama Tomba la Bomba, appare in tuta azzurra, dal cancelletto olimpico di Calgary, Canada. Là sono da poco passate le 14. C’è la fase finale della seconda manche dello slalom. Solo due giorni prima Albertone aveva trionfato nel gigante. Ci riprova, dopo un’onesta prima manche (terzo).

L’Italia intera tira il fiato per una cinquantina di secondi e si tuffa con lui giù dal pendio olimpico. È un’escalation di brividi. Gli sci di Tomba disegnano traiettorie magiche. A raccontare l’impresa di questo 21enne arrivato da Bologna, è Alfredo Pigna.

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