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12 aprile 2000/Una meteora da leggenda nel volley. L’Iveco Palermo piega la Sisley dei marziani nei playoff scudetto

 

 

 

ALE

Quando Henk Jan Held, olandese dagli occhi di ghiaccio e campione olimpico in carica, mette giù la palla del 25-23 l’impossibile è appena diventato possibile. L’Iveco Palermo con quel punto ha battuto 3-1 i campioni d’Italia e d’Europa della Sisley Treviso, corazzata pigliatutto negli anni Novanta, e approda alle semifinali scudetto. E’ la sera del 12 aprile 2000, 20 anni fa esatti. Si è appena materializzata un’impresa da leggenda per tanti motivi. Il primo: è il punto più alto toccato dallo sport palermitano, che a questo punto sogna il primo scudetto in una disciplina “top”. Il secondo motivo: mai una ottava qualificata aveva eliminato la prima della regular season nei playoff per il tricolore. E ancora: mai la Sisley Treviso degli Imbattibili era stata eliminata così precocemente. Quando Held mette giù la palla del trionfo nel nuovo – e già vecchio Palasport di fondo Patti – la gente si stropiccia gli occhi.

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1992 La serie. A e non solo


ALE e FRANK
Stasera su Sky inizia 1992, serie tv su un anno cruciale della storia recente italiana. Tangentopoli, le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma anche per il calcio e per lo sport il 1992 è ricco di momenti da ricordare. In breve, vi proponiamo quelli che ci sono venuti in mente senza pensare troppo.

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Dica 33, Potenza di un numero

emre 33ALE
Amantino Mancini una volta era una potenza. Ciccio Colonnese era di Potenza. E giocava nel Potenza. Come Danilo D’Ambrosio. Nel Potenza anche lui. Pz è la targa che sembra la sigla di una bestemmia. Tutti e tre col 33 entrarono ad Appiano Gentile trotterellando. Chi sulla fascia, chi sulla sfiga.

Trentatré come gli anni di Cristo. Un numero che nasconde più di un simbolo. All’Inter gli altri 33 della storia si rivelano delle comparse. Tutto in rima: Emre, Wome e Mbaye, l’uomo, anzi il ragazzo, che ha rischiato di fare saltare la trattativa Hernanes. Trentatrè il numero dell’arsenico, il materiale dei fuochi d’artificio. Potenza di un numero. Una storia da Libro. Ciccio, il bomber palermitano che due decenni fa furoreggiava nel Potenza, nel periodo rosa dell’impotenza.

Franco Franchi e il Galatasaray a pranzo

franco franchiALE
Esco da scuola. Ho ancora l’inchiostro che mi sporca le mani. Segno di qualche scarabocchio di troppo sui banchi. Quinta elementare, chiazze di gesso, i rimbrotti della maestra, che a quel tempo è più una mamma che una docente. Torno a casa alle 13.30. Ho fretta, cerco subito il telecomando. Mia nonna guarda  “Il pranzo è servito”. Ma a me di Davide Mengacci, non me ne frega niente. È il 9 dicembre. Sono passati esattamente 21 anni. C’è il mercoledì di coppa, per un bambino di 9 anni è il massimo della vita. Aspetto il collegamento da Istanbul, c’è Galatasaray-Roma, ottavi di Coppa Uefa, antipasto di una lunghissima giornata di calcio.

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