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Dalla Panormus al Parma, dallo scudetto alla B: 20 anni di Calaiò

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La Panormus campione d’Italia giovanissimi dilettanti 1996-1997. In alto da sinistra: Marcaione (preparatore atletico), De Domenico G. (allenatore), Seminara, Pecorella, Di Maggio, Calaiò E., Li Vigni, Raimondi, Misuraca, Di Domenico, Cipolla V. (dirigente accompagnatore), Calaiò U. (preparatore dei portieri). Accosciati da sinistra: Vegna, De Domenico M. (mascotte), Cipolla G., Villafranca, Cammarata, Giardina, Milano, Giordano, Lo Giudice, Cipolla A. (mascotte), Sicilia, Pizzo.

 

FRANK
Lo vedo ancora Manu, ciondolare in campo, alla ricerca del pallone giusto che quel giorno non arriva. Il suo pane è il gol, ma nulla da fare. Non segna Manu in quella infuocata mattinata a Montecatini. Fa niente, la Panormus è campione d’Italia giovanissimi dilettanti. E Manu è stato il trascinatore per tutta la stagione. E’ il 21 giugno del 1997, sono passati vent’anni da un pezzo di storia del calcio giovanile siciliano.

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L’Inter e il 5 maggio

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FRANK

Dici 5 maggio e tutti pensano a Lazio-Inter del 2002. Gli interisti più ottimisti, per la verità, ribattono col 5 maggio 2010. Stupefacente gol di Milito, baciato da Dio in quei giorni, e primo trofeo del Triplete a casa. La Coppa Italia conquistata all’Olimpico. Quello stesso stadio dove 8 anni prima Gresko sbagliava, Poborsky segnava e Ronaldo piangeva.
C’è però anche un altro 5 maggio amarissimo per i tifosi nerazzurri. Trionfale per i tifosi blucerchiati. Il 5 maggio 1991 a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. La squadra allenata dal mitico e sarcastico Boskov è prima, tre punti di vantaggio sui milanesi guidati da Trap che hanno l’ultima occasione per avvicinarli. Mancano 4 giornate al termine e la vittoria vale ancora due punti.

E’ una partita stregata per l’Inter. Klinsmann sul filo del fuorigioco fa l’1-0, ma l’arbitro D’Elia sbagliando annulla. Nel secondo tempo si scatena la Samp. Vantaggio di Dossena, poi rigore per i nerazzurri. Matthaeus spara centrale e Pagliuca para. Vialli fa il 2-0 ed esulta con la capriola davanti alle migliaia di tifosi blucerchiati stipati nella Sud. Bergomi e Mancini litigano e vengono espulsi. La Doria si mette praticamente in tasca il primo scudetto della sua storia.

E’ una specie di Leicester, quella Samp, ma molto più forte. Non ci sono solo i gemelli del gol Vialli e Mancini. Pagliuca in porta sta per togliere a Zenga il posto in Nazionale, lo zar Vierchowod è una roccia in difesa, Pari è un motorino instancabile in mezzo al campo, Cerezo dispensa classe e tattica, Lombardo è il nuovo Fanna, anche sul piano somatico.

Da quel 5 maggio 1991, nessuna squadra italiana è riuscita più a prendersi il titolo numero uno. Sono passati 25 anni.