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24 marzo, l’Italia è “sempre” a Palermo

italia malta

FRANK

Sono corso a casa di mia madre stamattina. Questo 24 marzo con l’Italia a Palermo, non mi suonava nuovo. E infatti: ho trovato il biglietto di Italia-Malta, giocata alla Favorita il 24 marzo 1993. Ventiquattro anni fa come oggi, un 24 marzo in fotocopia. Gli azzurri a cercare punti importanti per qualificarsi ai Mondiali sotto Monte Pellegrino. Stavolta c’è la rognosa Albania, allora c’era Malta, poca roba.

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Beppe Compagno non punge, le api sì: sciame fa fermare Samp-Pescara

Mafia/*Massoneria, Antimafia: preoccupante rischio infiltrazioni mafie

Gianluca Pagliuca, quando difendeva la porta della Sampdoria

ALE
La benzina, i gelati, il miele, due squadre che non pungono. Cronaca surreale di un pomeriggio di maggio al volemose bene. Vecchia storia, datata 1993. Stadio Marassi, Genova. Samp e Pescara, domani di nuovo rivali al Ferraris, si sfidano nel classico contesto di fine stagione. Ritmi balneari, gente in costume sugli spalti.

E’ la Samp di Mancini, appena uscita dal ciclo d’oro di Vialli e Boskov. La banda di Eriksson, con Corini in panchina (numero 15 sulle spalle) prova ad acchiappare l’ultimo treno per la Uefa. Sulle maglie doriane è stampato lo sponsor Erg (la benzina).

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L’Inter e il 5 maggio

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FRANK

Dici 5 maggio e tutti pensano a Lazio-Inter del 2002. Gli interisti più ottimisti, per la verità, ribattono col 5 maggio 2010. Stupefacente gol di Milito, baciato da Dio in quei giorni, e primo trofeo del Triplete a casa. La Coppa Italia conquistata all’Olimpico. Quello stesso stadio dove 8 anni prima Gresko sbagliava, Poborsky segnava e Ronaldo piangeva.
C’è però anche un altro 5 maggio amarissimo per i tifosi nerazzurri. Trionfale per i tifosi blucerchiati. Il 5 maggio 1991 a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. La squadra allenata dal mitico e sarcastico Boskov è prima, tre punti di vantaggio sui milanesi guidati da Trap che hanno l’ultima occasione per avvicinarli. Mancano 4 giornate al termine e la vittoria vale ancora due punti.

E’ una partita stregata per l’Inter. Klinsmann sul filo del fuorigioco fa l’1-0, ma l’arbitro D’Elia sbagliando annulla. Nel secondo tempo si scatena la Samp. Vantaggio di Dossena, poi rigore per i nerazzurri. Matthaeus spara centrale e Pagliuca para. Vialli fa il 2-0 ed esulta con la capriola davanti alle migliaia di tifosi blucerchiati stipati nella Sud. Bergomi e Mancini litigano e vengono espulsi. La Doria si mette praticamente in tasca il primo scudetto della sua storia.

E’ una specie di Leicester, quella Samp, ma molto più forte. Non ci sono solo i gemelli del gol Vialli e Mancini. Pagliuca in porta sta per togliere a Zenga il posto in Nazionale, lo zar Vierchowod è una roccia in difesa, Pari è un motorino instancabile in mezzo al campo, Cerezo dispensa classe e tattica, Lombardo è il nuovo Fanna, anche sul piano somatico.

Da quel 5 maggio 1991, nessuna squadra italiana è riuscita più a prendersi il titolo numero uno. Sono passati 25 anni.

Mannaggia Catè!

ALE

Una notte in questura col compagno Ariel Ortega, tante sgommate sulla fascia destra. Ma Marcos Antonio Lemos Tozzi, per tutti Catè, in Italia verrà ricordato forse più per quello che poteva fare e non ha fatto. Un contropiede per ricoprirsi di gloria, al tramonto di un drammatico Milan-Sampdoria del maggio ‘99. Sul 2-2 Catè, palla al piede, si avventurò insieme a Montella davanti ad Abbiati. Ignorò l’aeroplanino e sparò addosso al portiere. Pochi minuti dopo, con una folle carambola, Ganz firmò la vittoria del Milan. Alla fine: scudetto rossonero e B blucerchiata. Tutto sul filo del rasoio. Come la vita genovese di Catè.

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