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Il Palermo, il fallimento, la rinascita: quando il Marsala ripartì con la Procidina

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La classifica delle prime 4 giornate del campionato 2006-2007 in cui il Marsala 1912 ripartì dopo il fallimento (credits: Belice c’è)

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“E questi chi sono?”, domanda un signore sulla cinquantina a bordo campo. “Vengono da Procida, un’isola vicino Napoli”. Primo ottobre 2006, il nuovo Marsala rinasce dopo il fallimento e si presenta davanti al suo pubblico. Mentre due mesi e mezzo prima uno dei suoi ex calciatori simbolo – Marco Materazzi – alza da protagonista la Coppa del Mondo, lo Sport Club 1912 ricomincia da capo: Seconda categoria, ovvero il penultimo gradino della piramide del calcio. Domenica pomeriggio, ore 15. Il vecchio Marsala riparte nel suo stadio, il Lombardo Angotta, il caro vecchio Municipale. Che si riempie per la giornata dell’orgoglio, quella della rinascita dopo il fallimento. Di fronte c’è la Procidina e ogni marsalese sa che quella è l’alba dopo l’imbrunire. Sono lontani i tempi della C1, i baffi di Morgia sono uno sbiadito ricordo, come le sgroppate di un certo Patrice Evra, che da qualche mese è passato al Manchester United, e le sfide con il gemello Palermo, compagno di “odio calcistico” verso il Catania e il Trapani.

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Dal biancoblù a #siamoaquile, storia dei loghi del Palermo

 

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I marchi storici del Palermo disegnati da Paolo Massimiliano Paterna nel libro di Giovanni Tarantino, “Una storia in rosa e nero” (il Palindromo, 2014)

Giovanni Tarantino

Qualunque discorso si possa fare sul nuovo logo del Palermo non si può prescindere da un punto di partenza, il testo del video diramato da Hera Hora srl, nuova proprietà del Palermo calcio rappresentata da Dario Mirri e Tony Di Piazza. Vale la pena riportare integralmente il testo in questione: «Ci hanno detto che il nostro tempo è passato, che il nostro destino è già scritto, che non meritiamo un sogno o che non siamo abbastanza forti per realizzarlo. Ma c’è una cosa che questa città ci ha insegnato: che nessuno può dirci quello che dobbiamo essere. Abbiamo radici forti, fame, lacrime e sangue che scorre. Sappiamo che non basta un giorno e che ogni giorno è una battaglia. Cadiamo, ci scrolliamo la polvere di dosso e ci rialziamo sempre. Qualcuno si può chiedere perché.

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16 dicembre 1979: aereo americano sfiora i tetti di Palermo e si schianta su una casa a Capaci

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Quel che rimase del Grumman dopo lo schianto a Capaci (foto Attilio Albergoni)

ALE
Palermo 0, Monza 3. Guerriglia alla Favorita, pietre e bastoni in campo. Cinque poliziotti feriti, macchine all’esterno dello stadio danneggiate. E’ questo l’argomento più chiacchierato la sera del 16 dicembre 1979, 39 anni fa esatti. E’ una domenica, che sta volando via. Ma sulla testa dei palermitani sta volando anche un Grumman Prowler EA-6B dell’aviazione di Marina degli Stati Uniti. Chi abita nei piani alti improvvisamente sente il forte rumore di un motore d’aereo. E’ un “Predatore”, un aereo da guerra elettronica imbarcabile su portaerei, che sorvola basso la città. La sensazione è di quelle mai provate: il velivolo sfiora i palazzi e lascia intendere che ha dei problemi.

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10 dicembre 1988: Giucas Casella ipnotizza le mani di un bambino palermitano e… lo porta da Maradona

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FRANK
Sabato 10 dicembre 1988, in tv su Raiuno, passano Fantastico 9, milioni di italiani sono incollati al piccolo schermo per il varietà abbinato alla Lotteria Italia. Enrico Montesano e Anna Oxa presentano l’edizione che verrà ricordata per il record di biglietti venduti: 38 milioni. Si canta, si balla e… ci si ferma. Sì, perché tra gli ospiti quella sera c’è Giucas Casella, che sta venendo alla ribalta per i suoi esperimenti di ipnosi. “Quando lo dico io!”, ripete il mago di Termini Imerese, Giuseppe Casella, detto Giucas dalle iniziali di nome e cognome. “Quando lo dico io!”, “Quando lo dico io!” insiste il mago fino a quando gli ospiti al Teatro delle Vittorie non rimangono con le dita incollate. Poi è lo stesso Giucas a spezzare l’incantesimo. A mille chilometri di distanza, a Palermo, però, qualcosa non va per il verso giusto: Dino (nome di fantasia), un bambino di otto anni, che sta seguendo Fantastico in tv, ascolta Giucas e, nonostante il mago abbia detto di non provarci a casa, incrocia le mani e non riesce più a staccarle.

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