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Il Palermo all’inizio e alla fine del Mondo

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Emiliano Mondonico, col primo accenno di baffi e la maglia del Monza nel 1970-1971 (da una figurina in vendita su Ebay)

Il Palermo all’inizio e il Palermo alla fine del Mondo. Emiliano Mondonico, scomparso all’età di 71 anni, è stato ricordato come l’allenatore che ha fatto sognare Atalanta e Torino. Sbirciando però nelle statistiche, è incredibile vedere come la squadra siciliana sia presente in passaggi cruciali nella carriera, in campo prima e in panchina dopo, del tecnico di Rivolta d’Adda.

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Galeoto e Baggio, il Palermo e il Vicenza che non c’è più

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Roberto Baggio ai tempi del Vicenza (screenshot dal video “Il Divin Codino ai tempi del L R Vicenza” caricato su Youtube da vanbasten70)

ALE

Guidolin – uno che di calcio ne ha visto tanto nella sua vita – una volta rivelò: “E’ stato il boato più forte mai sentito in uno stadio”. Il riferimento è a un vecchio Palermo-Vicenza. Che si può sintetizzare inquadrando un attimo solo. Basterebbe chiudere gli occhi e viaggiare sulle ali dei ricordi. C’è chi è appiccicato al vetro della gradinata da un paio d’ore. Chi è attorcigliato alle sbarre della curva superiore, con i piedi che penzolano nel vuoto. E chi invece è rimasto a casa, con le orecchie incollate alla radio. Loro, quest’ultimi, non sanno cosa si sono persi.

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Pietro Tarantino, mediano palermitano che parò un rigore al Palermo

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Il rigore parato a Lorenzo Scarafoni da Pietro Tarantino

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Il Velodromo si sta svuotando, è un pomeriggio inutile. Domenica buttata, come spesso succede da un po’ a chi va a seguire il Palermo. Se due anni prima i rosa tenevano testa alla Fiorentina di Batistuta, adesso i ragazzi di Arcoleo (sì, c’è ancora lui) rimbalzano sulla Turris, un’accozzaglia di sconosciuti in maglia bianca arrivati dalla Campania. Al Velodromo dove il Palermo alloggia perché la Favorita è impraticabile, sta per venire fuori uno squallido 0-0. Pomeriggio da cani, triste e malinconico come solo sanno esserlo quelle giornate di novembre in cui la Serie A non gioca, fa buio presto e la classifica del Palermo è già inguardabile.

E’ il 16 novembre 1997. Vent’anni fa esatti. La sera prima l’Italia vince contro la Russia e timbra il pass per i mondiali. Corsi e ricorsi storici. Palermo-Turris è un mix di niente e nulla. L’ultimo sbadiglio prima del triplice fischio però è spezzato da un fatto insolito.

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Palermo Pop 70, altro che Radio Italia

PALERMO POP 70 - 2-2-2

ALE

Tre giorni di pace, amore e musica. Intrecciati per sempre nella storia. Un’adunata rock senza precedenti per Palermo: in viale del Fante soffia il vento di Woodstock. Succede 47 anni fa, quando Gabbani, Rovazzi, Le Vibrazioni, Nina Zilli non erano neanche nati. Palermo Pop 70 è un concerto da leggenda, con Duke Ellington, Aretha Franklin, gli Exseption, Arthur Brown che si esibiscono davanti a centomila giovani. Chiedetelo ai “ragazzi” palermitani over 60 che uscirono trasformati da quell’esperienza, così sconvolgente e irripetibile, cosa è stato quell’evento. Il concerto di Radio Italia, programmato per stasera al Foro Italico, sta monopolizzando una città, tra misure di sicurezza, limitazioni al traffico e grande partecipazione di pubblico. Ma – ci perdonino i fan di Ramazzotti e Gabbani – ha poco a che vedere con quello che successe dal 17 al 19 luglio del 1970.

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