30 maggio 1990, Palermo-Lucchese inaugura la Favorita mondiale. Un’altra Coppa Italia di lacrime

collage palermo lucchese

 

FRANK

Il prologo delle Notti Magiche, a Palermo, è una serata dolceamara alla Favorita. Anzi, alla nuova Favorita. Sì perché il 30 maggio 1990 è il giorno dell’inaugurazione dello stadio, dopo la ristrutturazione che costa miliardi e, soprattutto, 5 operai morti in un incidente che vengono giustamente ricordati con un minuto di raccoglimento alla “prima”. Un restyling che consegna all’impianto di viale del Fante i requisiti per ospitare il mondiale italiano. Per accogliere sul prato sotto Monte Pellegrino campioni del calibro di Gullit, Van Basten, Rijkaard. Due settimane prima del debutto dell’Olanda, però, previsto per il 12 giugno 1990, il campo viene testato da rossoneri di altra categoria. C’è la Lucchese di Corrado Orrico. I toscani sfidano il Palermo allenato da Franco Liguori per la finale di ritorno della Coppa Italia di Serie C.

Dopo mesi a giocare fuori, a Trapani, ma perfino a Partinico, i rosanero ritrovano la loro casa. C’è l’eterno sindaco Leoluca Orlando, c’è il presidentissimo Renzo Barbera, che è il capo organizzazione di Palermo di Italia 1990 e che quasi naturalmente darà, anni dopo, il proprio nome allo stadio. C’è il cardinale Salvatore Pappalardo. E ovviamente ci sono gli spalti pieni: 35mila spettatori, anche se le richieste di biglietti sono arrivate a 80mila. Mio padre, non so come, ha trovato dei tagliandi di tribuna. E quindi tra quei 35mila ci siamo pure io, mio padre, mia madre e mio fratello – per l’unica volta nella mia vita – contemporaneamente allo stadio. Dettagli a parte, bisogna battere la Lucchese con due gol di scarto. I rossoneri hanno vinto 2-1 all’andata e la regola della rete segnata fuori casa che vale doppio non è ancora in vigore nella Coppa Italia di C.

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Ricordare Palermo, quando Conte passa dal Barbera

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La prima volta che stava per arrivare a Palermo da allenatore non fu una prima volta. Antonio Conte, sulla panchina dell’Atalanta, si dimise a quattro giorni dalla trasferta al Renzo Barbera. Poi, quando il tecnico leccese s’è seduto a bordo campo alla Favorita, non sono mai state partite banali. Gare cruciali che hanno segnato la sua carriera. E da venerdì sera, Palermo sarà ancor di più un posto speciale perché nel capoluogo siciliano il commissario tecnico dirigerà gli azzurri per la prima volta in Italia in un match ufficiale.

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Di Francesco, le rovesciate, le notti: quando il Milan esonera gli allenatori

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C’è sempre una rovesciata nelle giornate degli esoneri a tinte rossoneri. Quella del 1° dicembre 1996 forse è anche più bella di quella di Florenzi. È tutto incredibile: segna Di Francesco, il Piacenza batte il Milan 2-0 a fine prime tempo. Poi il Diavolo si rialza arriva al 2-2, ma Luiso con una “cilena” da antologia fa esplodere il Garilli e va a ballare la Macarena sotto la tribuna. Risultato? Il Maestro confermato in diretta, viene esonerato di notte. Berlusconi chiama Sacchi, ct dell’Italia, che si dimette e torna a Milanello.

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Juventus, Milan, Cska: Capodanno a Palermo

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“Che cosa è un triangolare di 45 minuti? Mai sentito”.  Cosa ci fanno Roberto Baggio, Franco Baresi e un’accozzaglia di russi in viale del Fante, a poche ore dalla notte di San Silvestro? Sono tante le domande che si rincorrono in una sera palermitana di 22 anni fa. Ore 20: Italia Uno mostra alla Nazione un modo nuovo di rendere più amichevoli le amichevoli. Milan, Juventus e Cska Mosca. No, non è una notte qualunque. Anche se, sulla carta, in palio c’è solo il torneo “Amaro Lucano”. Tre squadre invece di due, sostituzioni a tempesta, soldi, spettacolo. E tifosi. Tanti. Anche se Schillaci non c’è. E già questa è una notizia, visto che il battesimo di questi strani triangolari che di lì a poco asseteranno le nostri estati senza calcio “vero”, avviene a Palermo.

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