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De Boer, Mancini e Palermo

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FRANK

“Mancini, sei un buffone!”, “Mancini, sei un buffone!”. Il tifoso in tribuna inferiore, alla Favorita di Palermo, dietro alle grate che delimitano gli spalti dal campo è scatenato. Chissà per quale motivo. Mancio sta per entrare, è nervoso. La panchina gli sta stretta, nonostante in campo nel suo ruolo ci sia Roberto Baggio. Ha già il ciuffo, Mancini: è castano, folto e si muove all’improvviso quando il fuoriclasse della Sampdoria si volta di botto verso la tribuna. “Ma che c… vuoi?”, urla all’ennesimo “Mancini, sei un buffone!”. E’ il 60′ di Italia-Olanda, amichevole, è il 26 settembre 1990. Palermo riaccoglie il suo eroe Totò Schillaci dopo Italia ’90. Quel giorno è questa la notizia.

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L’Inter e il 5 maggio

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FRANK

Dici 5 maggio e tutti pensano a Lazio-Inter del 2002. Gli interisti più ottimisti, per la verità, ribattono col 5 maggio 2010. Stupefacente gol di Milito, baciato da Dio in quei giorni, e primo trofeo del Triplete a casa. La Coppa Italia conquistata all’Olimpico. Quello stesso stadio dove 8 anni prima Gresko sbagliava, Poborsky segnava e Ronaldo piangeva.
C’è però anche un altro 5 maggio amarissimo per i tifosi nerazzurri. Trionfale per i tifosi blucerchiati. Il 5 maggio 1991 a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. La squadra allenata dal mitico e sarcastico Boskov è prima, tre punti di vantaggio sui milanesi guidati da Trap che hanno l’ultima occasione per avvicinarli. Mancano 4 giornate al termine e la vittoria vale ancora due punti.

E’ una partita stregata per l’Inter. Klinsmann sul filo del fuorigioco fa l’1-0, ma l’arbitro D’Elia sbagliando annulla. Nel secondo tempo si scatena la Samp. Vantaggio di Dossena, poi rigore per i nerazzurri. Matthaeus spara centrale e Pagliuca para. Vialli fa il 2-0 ed esulta con la capriola davanti alle migliaia di tifosi blucerchiati stipati nella Sud. Bergomi e Mancini litigano e vengono espulsi. La Doria si mette praticamente in tasca il primo scudetto della sua storia.

E’ una specie di Leicester, quella Samp, ma molto più forte. Non ci sono solo i gemelli del gol Vialli e Mancini. Pagliuca in porta sta per togliere a Zenga il posto in Nazionale, lo zar Vierchowod è una roccia in difesa, Pari è un motorino instancabile in mezzo al campo, Cerezo dispensa classe e tattica, Lombardo è il nuovo Fanna, anche sul piano somatico.

Da quel 5 maggio 1991, nessuna squadra italiana è riuscita più a prendersi il titolo numero uno. Sono passati 25 anni.

Samp-Pescara, Mancini, Allegri e le api

Roberto Mancini e Gianluca Pagliuca, compagni pure in Nazionale

ALE

La benzina, i gelati, il miele, due squadre che non pungono. Cronaca surreale di un pomeriggio di maggio al volemose bene. Vecchia storia, datata 1993. Stadio Marassi, Genova. Samp e Pescara, stasera rivali in una sfida dal forte profumo di A, si sfidano nel classico contesto di fine stagione. Ritmi balneari, gente in costume sugli spalti.

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