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Segna Salihamidzic, pareggia Triuzzi: quando le big d’Europa svernavano a Palermo

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Ultimi giorni del 1997. Internet è roba per pochissimi, le informazioni girano solo con il passaparola, i giornali o il televideo. L’Amburgo – nobile del calcio tedesco – da qualche giorno è in letargo per la lunga pausa invernale della Bundesliga. Il presidente è un certo Uwe Seeler, ex leggendario centravanti della nazionale tedesca. Fa una telefonata a Palermo: “Possiamo venire una settimana da voi per allenarci al caldo?”. Dalla Sicilia arriva l’ok. Seeler invia una lettera al sindaco Leoluca Orlando (sì, nel 1997 c’era sempre lui) per “ringraziare la città che ha accettato l’invito di ospitare la squadra”. “Sono certo – scrive la vecchia leggenda – che molti miei connazionali, sportivi e non, raggiungeranno la città di Palermo per ammirarne i tesori e le bellezze: mi impegnerò affinché ciò avvenga”.

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Un bambino alla Favorita: Palermo-Padova, 25 anni fa l’alba di Del Piero

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Oggi come ieri: 17 maggio 1992, 25 anni fa. Sei giorni prima della Strage di Capaci, Palermo chiude l’ultima settimana prima dell’Apocalisse. E’ domenica, fa caldo, e in viale del Fante arriva un pullman bianco. Là dentro c’è un ragazzino di 17 anni, che sta assaggiando per la prima volta il calcio dei grandi. Alessandro Del Piero, non ha ancora le basette e neanche la maglia numero 10 sulle spalle. E’ un talentino veneto che sta per muovere i primi passi.

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25 febbraio 1995, Taibi e i due rigori parati al Palermo

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Massimo Taibi ai tempi del Piacenza

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Troppo forte per giocare nel Palermo povero. Troppo vecchio per giocare nel Palermo ricco. Massimo Taibi alla fine non ce l’ha fatta. “Sogno di giocare un giorno alla Favorita e difendere la squadra della mia città”, diceva spesso. Ma quel desiderio è rimasto per sempre intrappolato nel cassetto. Storia di un amore mai consumato, quello tra Taibi e il Palermo. Una carriera infinita fatta di voli, successi, delusioni. Ma la giostra di Taibi – palermitano doc – ha sempre girato lontano.

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Ricordare Palermo, quando Conte passa dal Barbera

ConteFRANK
La prima volta che stava per arrivare a Palermo da allenatore non fu una prima volta. Antonio Conte, sulla panchina dell’Atalanta, si dimise a quattro giorni dalla trasferta al Renzo Barbera. Poi, quando il tecnico leccese s’è seduto a bordo campo alla Favorita, non sono mai state partite banali. Gare cruciali che hanno segnato la sua carriera. E da venerdì sera, Palermo sarà ancor di più un posto speciale perché nel capoluogo siciliano il commissario tecnico dirigerà gli azzurri per la prima volta in Italia in un match ufficiale.

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