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E’ morto Gonella, quel fischio al 90′ che costò al Palermo la Coppa Italia

 

ALE

Per i palermitani è rimasto per sempre un ladro di sogni. Anche a 40 anni e passa di distanza. Adesso Sergio Gonella non c’è più. Si è spento oggi a 85 anni. Arbitro di fama internazionale, nella sua lunga carriera arrivò a dirigere sia la finale di un campionato del Mondo che quella di un Europeo. Tutto d’un fiato: 1978 e 1976. Due anni prima però la storia di Gonella, bollato sin all’inizio come severissimo ed imparziale, fece irruzione nella notte che i palermitani aspettavano da sempre. Ovvero finale di Coppa Italia dell’Olimpico, 23 maggio ’74.

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Galeoto e Baggio, il Palermo e il Vicenza che non c’è più

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Roberto Baggio ai tempi del Vicenza (screenshot dal video “Il Divin Codino ai tempi del L R Vicenza” caricato su Youtube da vanbasten70)

ALE

Guidolin – uno che di calcio ne ha visto tanto nella sua vita – una volta rivelò: “E’ stato il boato più forte mai sentito in uno stadio”. Il riferimento è a un vecchio Palermo-Vicenza. Che si può sintetizzare inquadrando un attimo solo. Basterebbe chiudere gli occhi e viaggiare sulle ali dei ricordi. C’è chi è appiccicato al vetro della gradinata da un paio d’ore. Chi è attorcigliato alle sbarre della curva superiore, con i piedi che penzolano nel vuoto. E chi invece è rimasto a casa, con le orecchie incollate alla radio. Loro, quest’ultimi, non sanno cosa si sono persi.

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Musella, il Palermo e Finale

FRANK

“Musella, Musella tira e segna!! Musella, Musella tira e segna!!”. Se mi dovessero chiedere, qual è il coro che hai sentito per la prima volta in uno stadio, la risposta sarebbe questa. Ora non ricordo se entrò nelle mie orecchie per la prima volta dalla tv attraverso il sottofondo delle radiocronache di Guido Monastra o il 30 maggio 1990.

Quella sera, insieme a mia madre, mio padre e mio fratello (e credo sia stata l’unica volta di tutta la mia famiglia insieme allo stadio) eravamo in tribuna per l’inaugurazione della nuova Favorita. Palermo-Lucchese, finale di ritorno della Coppa Italia di C. Andata 2-1 per i rossoneri, ritorno 1-0 rosanero firmato Pierpaolo Bresciani (minuto 5:50 del video caricato sopra). “Ha fatto un gol alla Peirò”, mi disse mio padre raccontandomi la storia dell’attaccante dell’Inter che beffò il portiere rubandogli la palla mentre perdeva tempo. Altri tempi.

Altri tempi anche Palermo-Lucchese perché sconfitta fuori 2-1 e vittoria in casa 1-0 non significò Coppa Italia per il Palermo. Si andò ai rigori. Aspettavo “Musella, Musella tira e segna!! Musella, Musella tira e segna!!”. Ma il numero 9 non tirò. Chissà perché? Lui che aveva fatto quell’anno 11 gol in 33 partite. Lui che l’avevo visto in tv, quando il Palermo giocava a Trapani, mi sembrava il più forte. Tirò Cancelli, sbagliò e cancellò l’entusiasmo dei 40 mila sugli spalti. La Coppa Italia finì in mano ad Orrico. Finale amaro.

Ieri ho ripensato a “Musella, Musella, tira e segna!!” perché Musella è morto, a 53 anni. Ancora non si è capito perché. Ancora in finale. Finale Ligure.

Quel Palermo-Parma pennellato da Vasari

ALE

L’impresa impossibile si fiuta già dal mattino. La Gazzetta titola in prima pagina: “Palermo e Bologna capitali dei sogni”. E’ il 31 agosto 1995, tempo di Coppa Italia. Quella che ancora nasconde fascino e imprevedibilità, perché capace di mettere di fronte nobili decadute a big acclamate, nella tana dei più deboli. A cullare il sogno di una notte di fine estate è una Favorita piena come non mai. Palermo-Parma è l’epicentro dei sedicesimi di finale. Stadio esaurito già un’ora prima. C’è la diretta su Rai3 ma si sta stretti come le sardine, c’è caldo ma non troppo. Prima del fischio d’inizio ci si alziamo in piedi per ricordare i cinque operai morti mentre ricostruivano la Favorita.

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