12 aprile 2000/Una meteora da leggenda nel volley. L’Iveco Palermo piega la Sisley dei marziani nei playoff scudetto

 

 

 

ALE

Quando Henk Jan Held, olandese dagli occhi di ghiaccio e campione olimpico in carica, mette giù la palla del 25-23 l’impossibile è appena diventato possibile. L’Iveco Palermo con quel punto ha battuto 3-1 i campioni d’Italia e d’Europa della Sisley Treviso, corazzata pigliatutto negli anni Novanta, e approda alle semifinali scudetto. E’ la sera del 12 aprile 2000, 20 anni fa esatti. Si è appena materializzata un’impresa da leggenda per tanti motivi. Il primo: è il punto più alto toccato dallo sport palermitano, che a questo punto sogna il primo scudetto in una disciplina “top”. Il secondo motivo: mai una ottava qualificata aveva eliminato la prima della regular season nei playoff per il tricolore. E ancora: mai la Sisley Treviso degli Imbattibili era stata eliminata così precocemente. Quando Held mette giù la palla del trionfo nel nuovo – e già vecchio Palasport di fondo Patti – la gente si stropiccia gli occhi.

Un piccolo argentino ha appena fatto grande il Palermo. Si chiama Raul Lozano. E’ lui l’architetto della squadra che si è appena affacciata nel volley di lusso – nel 1998 – e che pochi mesi dopo si gioca i playoff, sulla scia dell’ottavo posto conquistato in classifica. Una squadra che vede in Vigor Bovolenta e Luca “Bazooka” Cantagalli i suoi pilastri. Quell’Iveco – che già l’anno prima aveva vinto la Coppa Cev (nel marzo ’99 contro i belgi del Knack Roeselare) – sogna e fa sognare con le fiammate di Hristo Zlatanov, martello di sangue bulgaro e genio italiano, il cuore di Marcelo Roman, l’esperto libero argentino, e le schiacciate del cubano Angel Dennis.

La notte del 12 aprile 2000 il gigante Treviso viene demolito 3-1, dopo essere già caduto (2-3) nell’andata in Veneto quattro giorni prima. L’Iveco parte a razzo, vince 25-19 e 25-21 i primi due set, ma subisce la furiosa rimonta delle stelle oro-granata che si aggiudicano il terzo set a 18. In quel momento i ragazzi di Lozano sono sul punto di crollare, vanno sotto di quattro punti nel quarto, ma recuperano e chiudono 25-23 con Held che mette il sigillo finale. I campioni d’Europa allenati da Bagnoli con un roster da fantascienza (Bernardi, Grbic, Cisolla, Papi, Gravina e Milinkovic) si arrendono alla cenerentola Iveco. La Sisley Treviso per la prima volta dal campionato di volley 1993-1994, è fuori dai playoff scudetto.

Ad assistere al capolavoro sono quattromila tifosi palermitani. Altri trecento restano fuori, a fare il tifo dall’esterno. E’ un mercoledì sera e la partitissima va in onda su Tmc2. Ma il giorno dopo nelle prime pagine dei giornali dell’impresa palermitana non c’è quasi traccia. A prendersi la copertina è il dramma di Ronaldo, che in contemporanea a Iveco-Sisley, appena entrato all’Olimpico in un Lazio-Inter di Coppa Italia si accartoccia su se stesso nel suo primo vero scatto della partita. Si è appena sfasciato il ginocchio e piange. Altre lacrime quelle che cadono sul parquet del Palasport di Palermo.

I giallo-rosso-neri approdano in semifinale scudetto e pensano al traguardo più importante. Ma quella impresa si rivela il sogno di una notte di metà primavera. Nella poule per il titolo l’Iveco conquista solo due vittorie in sei partite nel girone con Roma, Cuneo e Modena e dice addio alle ambizioni tricolori. La favola si sgonfia e la meteora Iveco evapora già l’anno dopo quando la squadra, orfana di Lozano e qualche altro big, si piazza tredicesima in campionato, retrocede in A2 e decide di non iscriversi. Tutto finito, come il Palasport, caduto lentamente a pezzi: il primo – e letale colpo – arriva nel 2008 durante una violenta tempesta, capace di sfondare il tetto. Era una notte di aprile, anche quella volta. L’inizio della fine.

Pubblicato il 12 aprile 2020 su Sport. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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