Segna Salihamidzic, pareggia Triuzzi: quando le big d’Europa svernavano a Palermo

triuzzi

ALE

Ultimi giorni del 1997. Internet è roba per pochissimi, le informazioni girano solo con il passaparola, i giornali o il televideo. L’Amburgo – nobile del calcio tedesco – da qualche giorno è in letargo per la lunga pausa invernale della Bundesliga. Il presidente è un certo Uwe Seeler, ex leggendario centravanti della nazionale tedesca. Fa una telefonata a Palermo: “Possiamo venire una settimana da voi per allenarci al caldo?”. Dalla Sicilia arriva l’ok. Seeler invia una lettera al sindaco Leoluca Orlando (sì, nel 1997 c’era sempre lui) per “ringraziare la città che ha accettato l’invito di ospitare la squadra”. “Sono certo – scrive la vecchia leggenda – che molti miei connazionali, sportivi e non, raggiungeranno la città di Palermo per ammirarne i tesori e le bellezze: mi impegnerò affinché ciò avvenga”.

Il 12 gennaio gli anseatici atterrano a Punta Raisi. L’obiettivo è proseguire la preparazione durante l’interruzione invernale del campionato tedesco: si allenano al Velodromo Paolo Borsellino, “fresco” di Universiadi e ancora in perfette condizioni. Due giorni dopo sono alla Favorita. Alle 14.30 c’è Palermo-Amburgo, con ingresso gratuito. Ma in pochi lo sanno perché senza internet le informazioni faticano a decollare. Così – complice la collocazione oraria e il giorno feriale – allo stadio si presentano in pochissimi, nonostante la decisione di Giovanni Ferrara di aprire le tribune gratuitamente, mentre appena due settimane prima la Favorita si era riempita per Inter-Auxerre con Ronaldo in campo (trofeo Monte Pellegrino).

E dire che tra i tedeschi ci sono un po’ di stelle: in porta c’è Hans Jörg Butt, il portiere capace di segnare 3 gol alla Juventus, Josip Šimunić, la colonna della Croazia per 15 anni, Hasan Salihamidžić, il mitico “Brazzo”, capace di vincere tutto col Bayern e poi transitato in Italia. Ma anche Thomas Gravesen, centrocampista poi preso dal Real Madrid per 61 milioni di euro, e Tony Yeboah, uno dei calciatori ghanesi più forti e famosi della storia.

Di fronte si trovano i padroni di casa che giocano con un po’ di Primavera e qualche titolare, con Ignazio Arcoleo in panchina. Il Palermo ha appena annunciato l’arrivo di Giampiero Pocetta, esperto centrocampista, che torna in rosanero dopo 6 anni. Prima della partita l’assessore comunale allo Sport, Giovanni Ferro, morto proprio negli scorsi giorni, consegna al presidente dell’Amburgo un ”trofeo” in cristallo lavorato. Al match assistono circa seimila spettatori. Ma a farsi sentire sono soprattutto i tifosi dell’Amburgo che hanno deciso di seguire i loro beniamini fino a Palermo e vengono sistemati nella tribuna superiore lato Curva Nord.

Le firme sul tabellino sono di spessore. Finisce 1-1 con le reti del futuro juventino Salihamidzic alla fine del primo tempo, e di Triuzzi a un quarto d’ora alla fine. Quando l’arbitro fischia la fine, in tanti rimangono al loro posto perché si era sparsa la voce che ci sarebbero stati i rigori. Dopo però si arrendono. Niente rigori, nessuna coppa da alzare. Frank Pagelsdorf, allenatore dell’Amburgo, in sala stampa poi ammette: “Siamo soddisfatti per la preparazione svolta a Palermo, sia per le ideali condizioni atmosferiche che per il fondo campo del ‘Velodromo’, è in perfette condizioni”.

L’Amburgo resta a Palermo in tutto per una settimana. Il 19 riparte. Prima però gioca un’amichevole di lusso allo stadio comunale “Santa Barbara” di Cefalù contro il Feyenoord, altra nobile che ha deciso di soggiornare a Palermo. Finisce 5-2, dopo il primo tempo chiuso 3-0. In campo ci sono due Coppe dei Campioni. A Palermo per qualche giorno si ritrovano per svernare, come si faceva una volta, sia i campioni d’Europa del 1983 che quelli del 1970. Tra gli olandesi ci sono Jerzy Dudek tra i pali, il portiere che ipnotizzò il Milan nella finale di Champions del 2005 e Julio Cruz, el jardinero poi passato all’Inter.

I due club, dopo la partita al “Santa Barbara” di Cefalù nell’impianto costruito per Italia 90 e da poco ripristinato, due giorni dopo si ritrovano di fronte a Marsala per il  trofeo “Città del vino”, un triangolare al quale partecipano anche i padroni di casa. Prima di viaggiare verso Punta Raisi per far ritorno nell’inverno tedesco, Uwe Seeler, però fa in tempo a ringraziare Palermo: ”Non ci aspettavamo una accoglienza simile e ringraziamo il sindaco Orlando e l’assessore allo Sport, Ferro, per quanto hanno fatto. Il nostro rapporto d’amicizia continuerà in futuro”. Palermo-Amburgo resta così un ricordo per pochissimi. Seppellita dagli anni e dalle nuove abitudini, con i petroldollari che convincono le big a svernare a Dubai o in Qatar. Usanze che rendono ancora più vintage quel Palermo-Amburgo, la partita dimenticata.

Pubblicato il 5 febbraio 2020, in Calcio con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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