Quel tifoso del Palermo che prese a pugni il portiere avversario: 45 anni fa l’invasione di campo più folle

ALE

Chiedilo a un tifoso del Palermo di 60 anni qual è stata l’invasione di campo più celebre. Lui chiuderà gli occhi e dopo 2-3 secondi ti risponderà. Il tempo di riannodare i fili della memoria. Poi – come una scheggia impazzita – il ricordo volerà a quel Palermo-Brindisi del 4 novembre 1973, sesta giornata del campionato di B. Una domenica pomeriggio di 45 anni fa esatti. I rosa di capitan Arcoleo stanno vincendo contro il Brindisi di Papadopulo – con Gianni Di Marzio baby allenatore in panca (a 33 anni) – grazie a un gol di Barbana e sono al terzo posto virtuale. A pochi secondi dalla fine succede di tutto.

Gli ospiti pareggiano ma tale Porcelli – arbitro di Lodi – annulla. Sul capovolgimento di fronte Barbana, l’ala tascabile apprezzatissima a Palermo, si invola verso la porta avversaria. Rosario Di Vincenzo, soprannominato Zarin, il numero uno del Brindisi, si lancia in un’uscita kamikaze. Lo schianto è terribile. Il portiere abbatte Barbana, gli rompe due costole, lo lascia esanime a terra e non contento gli sputa addosso. La Favorita a quel punto diventa una fossa infernale. Dagli spalti piove di tutto – perfino pezzi di legno – e il bersaglio diventa ovviamente Di Vincenzo. Il portiere viene espulso ma decide di sfidare la folla. Si gira verso la Curva Nord e si lascia andare ad alcuni gestacci. In tanti cercano di scavalcare la recinzione. Uno ci riesce.

“Avrà avuto una quarantina d’anni ed era impossibile da prendere, perché scappava da tutte le parti”, ricorda adesso un testimone. Nel giro di pochi secondi il tifoso-invasore diventa l’idolo della Favorita. Sfugge ai placcaggi delle forze dell’ordine che lo inseguono – a quei tempi la figura dello steward non esiste – e si fionda su Di Vincenzo. Con la folla che lo segue in visibilio, il tifoso acchiappa la faccia del portiere – che nel frattempo stava andando a consegnare all’arbitro un oggetto piovuto dalla curva – e lo prende a pugni per poi rifilargli una testata. Il numero uno brindisino viene portato fuori dal campo in barella. A quel punto l’arbitro fischia la fine. Di Vincenzo pochi minuti dopo è già in ospedale. Verrà dimesso in serata: il tempo di uscire e raggiungere i compagni per andare a festeggiare in albergo.

Palermo-Brindisi però non finisce al fischio di Porcelli. Pochi giorni dopo il giudice sportivo darà partita vinta ai salentini per 2-0 e i rosanero precipitano dal terzo al decimo posto. L’episodio avrà strascichi legali. Il portiere viene denunciato per lesioni personali da Barbana. Ma Di Vincenzo (che per qualche mese, nel 2006, tornerà a Palermo con Papadopulo nel ruolo di preparatore dei portieri) è anche parte lesa per lo stesso reato commesso dall’invasore nei suoi confronti. Il tifoso palermitano è accusato anche di interruzione di pubblico evento per l’invasione di campo. Che resta la più famosa di sempre in viale del Fante. Chiedilo a un tifoso di 60 anni. Lui ti risponderà.

Pubblicato il 4 novembre 2018, in Calcio con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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