Lucchese 1997-1998, una sintesi del Palermo dalla rinascita a… Stellone

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La figurina Panini della Lucchese 1997-1998

 

FRANK
C’è una squadra che, a guardare i giocatori, è una sintesi degli ultimi 30 anni del Palermo. Il rosa diventa rosso, il nero rimane. Si fa un salto indietro di 20 anni e si atterra al Porta Elisa. Siamo nella stagione 1997-1998 e in campo c’è la Lucchese, ma è come se ci fosse una specie di riassunto rosanero dalla prima promozione in B dopo la rifondazione fino all’imminente finale col Frosinone per la Serie A.

MASSIMILIANO FAVO – La rinascita

Nella Lucchese allenata da Luigi De Canio, il tecnico in campo è Massimiliano Favo. Il centrocampista napoletano è un pezzo di storia del Palermo. Dopo le prime esperienze accanto a Maradona, Favo approda sotto Monte Pellegrino nel 1989. Vince due campionati di C1 (1991-1993) e alza al cielo da capitano la Coppa Italia di C (1993). E’ un amore a vita quello tra Massimiliano e i rosa, un amore iscritto all’anagrafe. La prima figlia del centrocampista, nata a Palermo, si chiama Rita. Favo Rita. E non è una barzelletta.

MIRKO TACCOLA – L’illusione

Tra i difensori nel roster, la Lucchese ha Mirko Taccola. Ex promessa, dopo aver toccato l’apice con 6 presenze nell’Inter di Bagnoli, Taccola viene acquistato dai rosanero nell’estate del 1994. Quella squadra che ha anche Maiellaro, Fiorin, Mareggini, Criniti, Campilongo, Iachini sembra pronta per il salto in A. In realtà si piazza solo dodicesima. Neanche Taccola esce indenne da quell’annata balorda, tant’è che qualche burlone in curva lo bolla: “Caccola”.

GIOVANNI CATERINO – Il “picciotto” milanese

A Lucca c’è anche Giovanni Caterino. Biondo, piccolo, instancabile e con un sinistro che sa far male. Caterino atterra in Toscana dopo 4 ottime stagioni in Sicilia. La più bella è il 95-96. Nel Palermo dei picciotti di Ignazio Arcoleo, Caterino è il milanese che segna due gol indimenticabili. La prima rete del 3-0 in Coppa Italia al Parma e il 2-1 alla Salernitana che, il 7 gennaio 1996, porta il Palermo in testa alla classifica a una giornata dal termine nel girone di andata.

DANIELE AMERINI – La parentesi Sensi

Al Porta Elisa è di casa da ottobre 1997 anche Daniele Amerini. Sbocciato a Firenze, la sua città, il centrocampista è uno dei gregari del Vicenza che ben figura in A e che vince la Coppa Italia nel 1997. Da lì in poi, un’onesta carriera quasi completamente spesa in B senza grossi sussulti. Amerini è a Palermo nel 2001-2002, alla proprietà in viale del Fante c’è il patron della Roma Franco Sensi. Una parentesi prima dell’era Zamparini. Amerini si segnala per un gol nella sconfitta 3-2 contro il Napoli giocata al Santacolomba di Benevento. Per gli azzurri, sempre in quella sfida, c’è una doppietta firmata Stellone.

IGHLI VANNUCCHI – Il travaso di Zamparini

Uno dei talenti in rampa di lancio di quella Lucchese è l’estroso Ighli Vannucchi. Ha 20 anni, ma De Canio punta forte su di lui. Ighli ripaga la fiducia e disputa un gran campionato. L’anno dopo per Vannucchi si spalancano le porte della Serie A con la Salernitana. In Sicilia, il centrocampista offensivo arriva nel 2003 insieme al gruppo travasato da Zamparini da Venezia a Palermo. L’annata rosanero è trionfale con la riconquista della massima serie, quella di Vannucchi è anonima ma forse decisiva per la carriera. Dopo quell’annata di magra, infatti, Ighli diventa un perno dell’Empoli e gioca i migliori anni della sua vita.

ROBERTO STELLONE e MORENO LONGO – La finale

Non hanno mai giocato a Palermo, ma si sfideranno nella finale play-off per la promozione Roberto Stellone e Moreno Longo. Stellone a Lucca approda dopo i 16 gol nella stagione precedente in C1 con la Lodigiani. Lascia intravedere buone cose, ma è ancora acerbo, così De Canio gli preferisce spesso l’esperto Paci (108 gol alla fine della carriera in B) e Colacone. Longo arriva invece dal Torino, dove è cresciuto. Ha 21 anni, ma è già maturo e De Canio gli dà molta fiducia. Di loro, il compagno di allora Favo dice: “Due ragazzi d’oro, ma completamente diversi. Nonostante avessero la stessa età, Longo era già professionale e inquadrato, Stellone aveva grandi colpi, ma era il tipico romanaccio con la battuta sempre pronta, un uomo spogliatoio. Nessuno allora avrebbe potuto immaginare che Roberto sarebbe diventato allenatore”.

FRANCESCO MARIANINI – Il miglior nemico

Una nota a margine la merita Francesco Marianini. Gioca soltanto 5 minuti in quella Lucchese. E’ il suo debutto in B a 19 anni. Nemmeno Marianini ha mai indossato la maglia rosanero, però è una sorta di portafortuna. Sia lui, sia Marco Rigoni, infatti, erano casualmente in campo nelle partite che hanno sancito le ultime due promozioni in A del Palermo: il 29 maggio 2004 con gli alabardati in Palermo-Triestina 3-1, il 3 maggio 2014 con i piemontesi in Novara-Palermo 0-1.

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Pubblicato il 12 giugno 2018, in Calcio con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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