“Uniti contro il 41 bis”: Palermo-Ascoli e quello striscione a favore dei boss mafiosi

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ALE
La mafia, la storia, la leggenda, la favola. C’è tutto questo nella storia degli ultimi 30 anni di Palermo-Ascoli. La memoria schizza come una saetta impazzita al dicembre del 2002. Perché è rimasto scolpito nella memoria lo striscione srotolato in Curva Sud: “Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia”. Pomeriggio freddo e piovoso, nell’Ascoli la difesa è guidata da un giovane Andrea Barzagli. Ma l’anomalia sta appesa tra il secondo e il primo anello, alle spalle di Cejas.

Allo stadio spunta il messaggio da brividi: è diretto, rimane là, si fa inquadrare dalla tv e dagli occhi dei palermitani. Poco dopo fa breccia nelle cronache nazionali. Lo striscione a favore dei boss mafiosi crea un precedente unico: perché se il pallone smette di rotolare e la curva parla di regime carcerario vuol dire che c’è qualcosa che non va. Gli investigatori pensano che dietro l’iniziativa di collocare lo striscione ci sia la famiglia mafiosa di Brancaccio. Al centro dell’indagine finisce il figlio di un boss, tifoso del Palermo, diffidato dall’ingresso negli stadi per un anno. L’indagine trova la fiammata quando gli investigatori ascoltano le registrazioni delle microspie disposte per la cattura di un condannato per la strage di via d’Amelio e arrestato nel maggio 2003. Ah, per la cronaca Palermo-Ascoli finisce 2-2 con pareggio rosa firmato da Di Napoli al 90′.

Non solo mafia. Whisky, Soda e Rock’n’roll nel cuore degli anni Novanta. Palermo-Ascoli del 2 aprile 1994 è un piacevole tuffo nel mare dell’amarcord rosanero. Sabato di Pasqua, primo tempo noioso, ripresa da fantascienza. Antonio Soda fa tre gol e trascina il Palermo (3-0) verso la salvezza. In campo c’è anche il vicecampione del mondo Pedro Troglio e un certo Oliver Bierhoff, che marcato da Tebaldo Bigliardi non toccherà palla. Stesso copione un anno dopo quando i ragazzi di Salvemini liquidano l’Ascoli 2-0 con doppietta di Maiellaro. In campo c’è ancora Bierhoff. Biffi e Taccola non fanno sconti e il panzer non fa male. Il suo Ascoli al termine della stagione retrocederà in C. Un anno e mezzo dopo Bierhoff fa vincere l’Europeo alla Germania con una doppietta in finale. Stranezze del calcio.

In un altro 2 aprile, ma del magico 2006, Palermo e Ascoli si ritrovano in A. Finisce 1-1 una partita senza emozioni, con ritmi balneari e gol di Caracciolo e Foggia. Otto mesi dopo c’è l’ultimo incrocio assoluto coi rosanero scatenati e in piena corsa Champions. In una notte gelida il Palermo schianta i bianconeri 4-0. Pagliuca festeggia (male) i suoi primi 40 anni e si inchina a Bresciano, Corini, Tedesco e Capuano, che segna il gol numero 700 del Palermo in A (l’unico dell’esterno campano). I rosa sono terzi a più 11 su quarta e quinta. La Champions però in viale del Fante non arriverà mai.

Ma Palermo-Ascoli è anche la partita che fa la storia. E’ il 2001, l’ultima recita assoluta dei rosanero in Serie C. Segna Tiziano Maggiolini, è sempre sabato pomeriggio, perché il giorno dopo si vota. Il Palermo vince 1-0 e vola in B. Poi l’Italia assiste al trionfo di Berlusconi. Il nome dell’ex premier un paio d’anni dopo finirà stampato sullo striscione che indigna l’Italia.

 

 

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