Vedi Napoli e poi piove: il Palermo e il buon vento a Benevento

ALE

Estate 2001, la data è segnata in rosso. Si sogna: il 2 dicembre il Palermo tornerà a Napoli. Vengono compilati i calendari della B, riaffioriano subito storie di lacrime. Di gioia e rabbia. Si intrecciano i momenti clou della storia rosanero. Nel 1972 il San Paolo ospita Sorrento-Palermo: là i ragazzi di Ninetto De Grandi conquistano l’ultima promozione in A. Un esodo di massa accompagna Sgrazzutti, Arcoleo, Vanello e gli altri compagni al traguardo. La città è in fermento per una settimana. I giocatori riescono a stento a camminare per strada. Lo 0-0 finale porta il Palermo in A. Sette anni dopo c’è una finale di Coppa Italia, contro la Juventus. Ancora una “diaspora” verso il San Paolo. Questa però è una cronaca di un racconto impossibile. Appena sfiorata, perché il Palermo perde contro la Juventus a tre minuti dalla fine dei tempi supplementari, e di quella notte tutto è già stato detto.

Nel 2001 i rosa tornano in B e si “allineano” di nuovo al Napoli. Il viaggio al San Paolo però sfuma in extremis. Il quartiere olimpico di Fuorigrotta è ancora segnato dal nubifragio di metà settembre. I danni dell’ultima alluvione costringono il club partenopeo a “dirottare” il match con il Palermo a Benevento. I tifosi rosanero non la prendono bene. Il gustoso posticipo del lunedì sera perde una valanga di fascino. Niente San Paolo, si gioca in uno stadio un po’ sgangherato, sicuramente senz’anima: il Santa Colomba di Benevento. La squadra di casa – che ieri ha festeggiato per la prima volta lo storico approdo in A – nuota in fondo alla classifica di C. Anche il Napoli è un piccolo Napoli. I tifosi azzurri boicottano la partita.

Al Santa Colomba si presentano in mille. Il Napoli di Vidigal e Jankulovski è quattordicesimo. Sta molto più su il Palermo di Mutti, che si presenta a Benevento col morale alle stelle, 5 punti di vantaggio e 300 fedelissimi al seguito. La partita va in diretta tv su Stream. E chi l’ha vista non la dimentica. Perché a Benevento si vede il miglior Palermo dell’anno. I rosa perdono 3-2 in nove contro undici, condannati da un calcio di rigore discutibile. Una partita che a tratti sembra un romanzo. Segna subito Guidoni, pareggia Vidigal.

Ma i Mutti boys frullano gioco, dominano con le ali, pressano, rubano palla e ripartono. Già all’undicesimo tornano in vantaggio dopo un assolo sulla fascia di Bombardini che viene steso nei pressi dell’area. Punizione, bomba di Amerini, gol. Poi succede che Sicignano fa un paperone e si fa beffare da Stellone, Marco Aurelio viene espulso e l’arbitro Messina regala il rigore del 3-2. Segna di nuovo Stellone. Poi Ferri lascia il Palermo in 9, che ci prova fino a 95′. Cappioli su punizione sfiora il clamoroso 3-3. E’ stata una partita bellissima. La migliore dell’era Mutti. Che a fine partita si sfoga così: “Mi dispiace, questa volta non si può proprio stare zitti”. Ricordi di una notte di 16 anni fa. Quando nella mappa del calcio ancora Benevento non esisteva.

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Pubblicato il 9 giugno 2017 su Calcio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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