Palermo, Totino Matracia e quel miracolo: “Quando salvò la vita a Citterio”

MATRACIA

ALE

“Di lui si ricorda ancora l’episodio in cui, con grande scrupolo medico, salvò la vita a Citterio, che altrimenti sarebbe morto in campo”. Quaranta anni dopo Palermo non dimentica Totino Matracia, il “mitico” medico sociale rosanero (quasi 50 anni di militanza). E lo fa con una cerimonia ricordo, che si svolgerà domenica mattina, alle 11,30, nella sede Villa del club nautico Canottieri Roggero di Lauria. Schegge di memoria, come quella volta che Matracia, in rosanero da sempre, salvò in extremis Filippo Citterio, terzino amatissimo dai palermitani.

Spilungone mancino arrivato dal Milan, dalla corsa ingobbita e il naso d’aquila. Andatura sgraziata ma efficace. Il classico “fluidificante”, uno dei primi dell’era moderna. Citterio vanta trascorsi anche con Lazio e Napoli, ma i suoi quattro anni al Palermo, dal 1975 al 1979, trovano un sussulto proprio nel mezzo. Perché quella del 22 ottobre del 1977 è una tragedia sfiorata. Il Palermo, che lotta per la promozione in A, sta preparando la partita con il Cagliari. E’ un sabato sera e i ragazzi di Fernando Veneranda sono in ritiro pre-match al Kafara Hotel, a Santa Flavia. L’allenatore fa il giro della camere, sembra tutto a posto, ma Citterio, 21 anni, non sta bene. Avverte dolori intensi. “Non preoccuparti – è la risposta del massaggiatore riportata anni dopo da Salvatore Geraci per Repubblica – prendi un digestivo, avrai mangiato qualcosa che ti ha fatto male oppure sarà la tensione della vigilia”.

Citterio continua a lamentarsi e allora interviene Matracia. Alle prime luci dell’alba pretende una visita cardiaca. La diagnosi del dottor Geraci è agghiacciante: Citterio sarebbe morto in campo. Il giocatore viene ricoverato, tornerà dopo tre mesi e non salterà una partita. Il suo cuore impazzito si rimette a posto. Anzi, il terzino giocherà altri 15 anni, chiudendo la carriera alla soglia delle 37 primavere.

Citterio oggi ha 61 anni. Merito anche di Totino Matracia, morto poi nel 1999. Quel salvataggio rimane scolpito nella storia. L’idea di commemorare Matracia nasce da un gruppo di allievi, tra i quali Angelo Giglio e Salvatore Nigito, che hanno voluto omaggiare la figura emerita di un professore e un amico che è stato “maestro di consigli e di insegnamenti che hanno permesso la crescita culturale e professionale dei suoi discenti”. Salvatore Matracia, che in gioventù fu anche un giocatore di pallanuoto e di pallacanestro, ha ricoperto nella sua lunga vita diverse e prestigiose cariche nell’ambito della medicina dello sport. E a ricordarlo domenica saranno in tanti, molti dei quali hanno scritto insieme a lui una bella pagina della storia del Palermo. Tra loro ci saranno anche l’ex presidente Giovanni Ferrara, il vice Giangranco Vizzini, e il vecchio compagno di squadra Ignazio Arcoleo.

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Pubblicato il 5 maggio 2017, in Calcio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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