Il primo gol di Pirlo, 20 anni fa a Palermo

 

pirlo

ALE
Mano nella mano, uniti fino alla fine. Una smorfia di dolore, l’ultimo urlo mentre il Palermo dei picciotti sta tramontando per sempre. E’ la fine di un sogno. Anche il capitano, con più fasce e presenze nella storia del Palermo, si è arreso. Domenica di metà febbraio del 1997, nel giorno di Carnevale questo scherzo stavolta fa male. “Si struppiò pure Biffi”, imprecano dalla curva. E’ l’ennesimo intoppo in una stagione fallimentare. Arcoleo raccoglie…

…quello che è rimasto del suo capitano, che claudicante raggiunge la panchina e abbandona la partita. L’allenatore gli stringe la mano e sembra ringraziarlo. E’ finito un ciclo. Palermo – capitale dei sogni – non esiste più. Siamo a metà anni Novanta, quando non c’erano soldi ma tante speranze. Il Palermo gioca contro il Brescia in una Favorita semi-deserta, con gli anelli superiori chiusi perché tanto allo stadio siamo in pochi. Le dita di Arcoleo e Biffi restano incastrate per un attimo che sembra consegnato all’eternità.

arcoleo-biffi

Abbiamo trovato questa foto sul web e provato a capire chi fosse l’autore, siamo pronti a citarlo se dovesse farsi sentire. P.s. L’immagine è splendida!

Si passeggia a mano a mano verso la retrocessione, in una stagione partita con altre ambizioni. Si sgretola il dolce pensiero della A, assente da più di 20 anni, e accarezzato qualche mese prima. Eppure quel Palermo – capace fino ad allora di raccogliere 3 vittorie (come oggi, scherzo del destino) sta battendo il Brescia di Reja, lanciato verso la promozione. Ma la strada verso la Serie C è segnata da tempo. Lo sa anche Biffi, che pure in A ci poteva andare qualche mese prima con un’altra squadra. A 30 anni suonati, capisce che il treno non tornerà più. Idem per Arcoleo.

 

I diecimila della Favorita assistono al crollo dei loro simboli, e per vivacizzare il pomeriggio carnevalesco intonano un unico coro contro il portiere avversario: “Zunico è frocio”, sulle note di un successo di Gloria Gaynor. Mentre Biffi zoppica e guadagna l’uscita, nella panchina del Brescia succede qualcosa. Reja fa entrare un ragazzino di 17 anni che ha un cognome strano. Fa in tempo anche a segnare il suo primo gol da professionista. La punizione con cui beffa Sicignano è un’opera d’arte che muore all’incrocio dei pali. Palermo battezza la nascita di Andrea Pirlo. Finisce 3-2 per i rosa, ma quello di Pirlo è un fiore. Piantato nel giardino della Favorita nell’inverno della retrocessione.

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Pubblicato il 10 febbraio 2017, in Calcio con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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