Il debutto in Nazionale di Buffon

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Lui l’ha detto da un po’. “Chiuderò con la Nazionale in Russia, nel 2018”. La fine come l’inizio. La tigre e la neve. Perché l’esordio di Gigi Buffon in azzurro è un riflesso felino sotto una tormenta di neve, nel gelo di Mosca. A freddo, su una botta a colpo sicuro di Alenichev, a mezz’altezza. Russia, ottobre 1997. Il primo tuffo verso la leggenda azzurra si realizza in un pomeriggio per uomini veri.

Come un lampo nella bufera: si infortuna Pagliuca, mentre l’Italia si gioca lo spareggio per il Mondiale in Francia, Cesare Maldini si volta verso la panchina e incrocia lo sguardo di Buffon. Gigi, maggiorenne da poco, è la mascotte del gruppo. E’ seduto accanto a Enrico Chiesa, suo compagno nel Parma, avvolto in una coperta. Cesarone lo mette dentro, Buffon si scrolla di dosso la tensione, entra e si esibisce nel primo volo. Uno di quelli impossibili. Il primo dei tanti. Chiesa invece resta seduto in panchina. Ma non sembra un problema. Lui la testa l’ha da un’altra parte. In Italia, dove – prima di salire sull’aereo per Mosca – è nato suo figlio Federico. Oggi Chiesa junior ha fatto il suo esordio in Serie A. Da neo maggiorenne. Contro Buffon, sognando la Russia nel 2018.

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Pubblicato il 20 agosto 2016, in Calcio con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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