I primi 50 anni di Gianfranco Zola

zola
ALE

C’è pure Babbo Natale nell’ultima apparizione da giocatore di Gianfranco Zola al Barbera. La partita è una mattanza. Palermo-Cagliari 3-0, ultima prima della sosta invernale. Zauli-Brienza-Toni bucano Iezzo per tre volte in 13 minuti e portano i rosa al quarto posto. Zola ha 38 anni, esce a metà ripresa e il Barbera (tutto) si alza in piedi per applaudirlo.

C’è la Befana invece quando Sir Gianfranco ritorna a Palermo. Succede dieci anni dopo esatti. Zola fa l’allenatore, si siede sulla panca rossoblù e inizia il dopo-Zeman. Durerà poco. Palermo-Cagliari è un’altra mattanza. Stavolta finisce 5-0. Invece di Zauli, Brienza e Toni ci sono Dybala e Vazquez che giocano forse la migliore partita in coppia.

Oggi Zola fa 50 anni. Ci ha messo tanto per emergere. Il genietto di Oliena ha speso un lustro tra Nuoro e Sassari. Troppi nuraghi, prima di arrivare all’ombra del Vesuvio e studiare Maradona da apprendista fenomeno. Osserva bene, fino a prendergli la mitica “10” e stupire anche in Europa con il Parma. Tutto con naturalezza, come le sue punizioni pennellate all’incrocio. Naturale, anche nella reazione trasecolata, quando strappa palla a un nigeriano e un arbitro severo gli sventola il rosso in un pomeriggio di Boston.

Fino a quel momento – per il mondo – l’unico Zola era francese, portava l’accento e faceva un altro mestiere. Piedi sublimi, quelli di Gianfranco, classe immensa e testa pensante. Abbigliamento discutibile, invece, con quei maglioni un po’ così. Perché di coraggio ne aveva.

Zola illumina, viaggia, sperimenta l’emigrazione calcistica ed è uno dei primi italiani in fuga. Arriva in Inghilterra e diventa un re. Anzi, un baronetto.

Eppure fino a 23 anni, Zola era ancora ingabbiato nella palude della serie C. Il suo destino è cambiato in un giorno di marzo, al crepuscolo dei mitici Ottanta. Torres-Palermo 2-1 e doppietta da sogno. Lui, il piccolo Zola, contro il gigante Biffi. Quel giorno a Sassari è rimasto scolpito nella memoria. I ragazzi di Rumignani affondano in Sardegna sotto gli occhi di un giovanissimo Graziano Cesari. Nel giorno in cui è nata la leggenda del piccolo, ma immenso, Zola.

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Pubblicato il 5 luglio 2016, in Calcio con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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