Da Grosso a Del Grosso, 10 anni di mercato invernale rosanero

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“Ma veramente vai a Palermo? Sei pazzo?”. Così gli amici di Fabio Grosso accompagnarono il giocatore all’aeroporto. No, l’ex terzino tutto turbo e grinta non era un pazzo. Aveva 26 anni, lasciò la Serie A e il giardino di casa, a Perugia, rinunciando all’Europeo con Trapattoni. Lui, non ancora uomo mondiale, rilanciò (“Palermo, ti farò sognare”). Scese in B coi rosanero e smentì tutti: 3 stagioni in viale del Fante, una Coppa del Mondo da protagonista e il triplo salto verso Inter, Lione e Juve. Niente male per uno partito dal Renato Curi (la squadra, non lo stadio). Roba di 10 anni fa. Maurizio Zamparini spende e Rino Foschi prende. C’era da pianificare la volata per la A, e costruire le fondamenta per un futuro tranquillo. Come è andata poi lo sappiamo tutti. In quella sessione arrivarono anche Biava e i gemelli Filippini. Morale: difesa blindata, centrocampo motorizzato, promozione in carrozza.

Altri tempi. Il Palermo nel frattempo è tornato in B, e cerca ancora una volta la strada più sicura per arrampicarsi senza sbandare. Tanti nomi nel taccuino di Perinetti, difficile però ripetere le gesta di Foschi. Quel Palermo forse aveva più “spinta”. Preso Vitiello, adesso gli obiettivi si chiamano Gazzi, Donadel e Del Grosso. Difficile comunque rovistare nella roba degli altri, a caccia del colpo o del saldo di mezza stagione. Anche perché negli ultimi anni i movimenti a effetto non sono più arrivati. Le rivoluzioni rosa sono solo lontani ricordi. In viale del Fante, gennaio da un po’ di tempo non fa rima con salvadanaio, al di là dell’apparenza. Un anno fa arrivarono una barca di argentini, oltre ad Anselmo, Fabbrini, Aronica, Nelson. Gente dimenticata dopo pochi mesi. I “colpi” nel 2011 si chiamarono Kurtic, Andelkovic e Paolucci. La stagione dopo arrivarono Donati, Mehmeti, Labrin, Milanovic, Viola e Vazquez. E dire che un tempo nel mirino dello Zampa versione gennaio, c’erano Pazzini, Montolivo e Gilardino. Poi magari arrivavano “solo” Cavani e Balzaretti.

Li chiamavano saldi di mezza stagione. Ma si sono trasformati in affari. A volte grandissimi affari. Da Giovanni Tedesco, il figliol prodigo, a Oscar Brevi, il più vecchio. Magari capitava di inciampare su Radoslaw Matusiak, che nel frattempo è già diventato un ex calciatore, o Davide Possanzini. Erano le occasioni di gennaio: qualcuno ha cambiato il proprio destino e quello di chi li aveva scelti, altri si sono persi nel dimenticatoio. Fuochi d’artificio invernali, figli del mercato di riparazione, nei roventi giorni della merla.

Il 31 gennaio 2007, sette anni fa, l’uruguagio Cavani autografò il suo primo contratto italiano. Colpo di Foschi che con una zampata sorpassò Psv e Juve: 5 milioni al Danubio e adiòs Sud America. “Cercherò di rendermi utile”, disse il piccolo Edy. Sarà di parola. Centotrentuno presenze e 51 gol dopo, disse: “Ora sono diventato grande”. Un pezzo di campionato, qualche torneo prima, arrivarono a gennaio anche Del Nero, Codrea, Salvatore Masiello, Matteini e Pestrin. E’ l’inverno 2002-03. Nel 2005 il Palermo lotta già per la Champions. Serve un vice-Toni perché tale Balistreri è troppo acerbo: da Bergamo, spunta Possanzini, che si rompe dopo 10 minuti, in una partita con l’Inter ormai virtualmente chiusa. Il 3 gennaio 2006, lasciata Parma, Lupatelli si presenta a Boccadifalco: “Delneri mi farà rinascere”. Previsione steccata: Delneri saluta due settimane dopo, i rosa annaspano e cambiano sei portieri, lui incassa 10 gol in 5 partite.

Che dire allora di Di Michele? Firmò il contratto e il giorno dopo infiammò il Barbera con una doppietta al Parma. Stesso copione per Giovanni Tedesco, in gol con la Lazio sotto la Nord, in una notte gelata. Poi ci sono Savini, Celutska e Calderoni. Rispediti al mittente senza complimenti. Hernandez è uno degli ultimi veri colpi di gennaio. A Palermo dall’Uruguay. Il copione è perfetto. Segna 7 gol in un amen, si inceppa, diventa il marcatore rosanero più prolifico in Europa e si infortuna: era in saldo, diventa un vero affare. Ha ancora 23 anni, e cinque stagioni dopo ha ancora fascino. Di sicuro tornerà in A e probabilmente andrà al mondiale. Sognando Cavani.

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Pubblicato il 13 gennaio 2014, in Calcio con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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