Leandro Rinaudo non è un “farabutto”

Leandro Rinaudo e Giovanni Tedesco durante l'incontro del marzo 2006 alla scuola Alberico Gentili (foto tratta dall'archivio del Giornale di Sicilia)

Leandro Rinaudo e Giovanni Tedesco durante l’incontro del marzo 2006 alla scuola Alberico Gentili (foto tratta dall’archivio del Giornale di Sicilia)

FRANK

Tutti con Pepito Rossi. E tutti contro Leandro Rinaudo. “Un farabutto” per il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle dopo il fallo sul capocannoniere viola. “Intenzionale” secondo l’allenatore gigliato Vincenzo Montella. No, io non ci sto! Va bene la solidarietà per il mini bomber, ma gli attacchi a Rinaudo mi sembrano gratuiti.

E’ un bravissimo ragazzo Leo Rinaudo, almeno a me così risulta. Lo incontrai come avversario prima sui campetti sterrati di via Messina Marine, a Palermo. Lui giocava nella Che Guevara, io nella Panormus. Era già un gigante a dieci anni Leo. E togliergli la palla era un’impresa. Quanti calcetti da dietro che gli ho dato. E lui mai una reazione, mai una parola di troppo.

Poi passò al Palermo, giocava a centrocampo, a volte anche col numero 10. I miei calcetti da dietro aumentavano proporzionalmente alla sua altezza. E lui sempre zitto. A fine partita ti stringeva la mano, un sorriso e tutto si chiudeva lì.

Ma la cosa più genuina che mi ricordi di Rinaudo risale al 2006. Io avevo smesso di giocare, lui aveva già debuttato e segnato due gol in Coppa Uefa. Il destino ci rimise di fronte alla scuola media Alberico Gentili di Palermo. Lui, insieme a Giovanni Tedesco, era lì per incontrare gli studenti. Io fui mandato dal Giornale di Sicilia. Autografi, foto e abbracci. E alla fine Leo che mi chiama. “Ma io ti conosco…”. Ed io: “Sì, ci siamo incrociati più volte sui campetti di Palermo”. Lui: “Ah, sei Sicilia, giocavi nella Panormus. Come stai?”. Una prova di umiltà, dote rara (purtroppo) nello star system del calcio italiano.

Ecco, per questo non ci credo che ieri Leo abbia azzoppato volontariamente Rossi. Ed è per questo che al milione di #forzaPepito,  oggi io aggiungerei un #forzaLeo.

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Pubblicato il 6 gennaio 2014, in Calcio, Calcio minore, Intimismo, Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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