Andenna: Giochi senza frontiere? Lavoro per riportarli in tv

andennaFRANK

Chi ha fra i 30 e i 50 anni non può non ricordare Giochi senza frontiere. Il fil rouge, il countdown del giudice “trois, deux, un…” ed Ettore Andenna. Abbiamo intervistato proprio lo storico conduttore  che, udite udite, non esclude il ritorno sugli schermi della trasmissione.

Ecco il testo dell’intervista.

Qual è l’edizione che ha nel cuore? E la puntata? E il momento che non dimenticherà mai?

Senza dubbio la puntata di Macao in Cina nel dicembre 1990, dire fantasmagorica ed irripetibile è dire poco, per i colori, la coreografia e l’atmosfera.

Chi è stata la migliore partner in conduzione?

Milly Carlucci.

Sente ancora qualcuno di quegli anni, i giudici, colleghi delle altre tv europee…

Mi sento regolarmente e sono amico anche qui su FB con molti di loro, che sono tuttora in attività ed alcuni diventati molto importanti, come il collega maltese, ministro nel suo paese.

Non è strano che Giochi senza frontiere sia “morto” proprio quando il concetto di Unione europea cominciava a concretizzarsi?

E’ strano senza dubbio, ma le motivazioni non hanno alcunché a che vedere con il concetto di Unione europea, piuttosto con interessi economici di singoli individui, che hanno contribuito a distruggere i giochi snaturandoli.

Su internet spesso si vedono petizioni o sussulti di fan che rivorrebbero Giochi senza frontiere. Pensa che funzionerebbe tornare in onda?

Secondo me funzionerebbe, eccome, considerando anche il fermento che da qualche anno serpeggia fra varie località che organizzano delle competizioni giocose zonali con grande successo! La gente non ha smesso di aver voglia di giocare e confrontarsi divertendosi.

L’hanno mai contattata per rimettere in piedi il programma?

Sì, sto trattando con una società di produzione straniera che mi ha chiesto una consulenza e la disponibilità a “rimettermi in pista” e stiamo arrivando a delle decisioni proprio in questi giorni.

Cosa diciamo a chi è cresciuto con GSF. Tornerà mai sul piccolo schermo o ci si dovrà accontentare di spezzoni su Youtube o di repliche come sta facendo una tv ungherese?

Di avere fiducia e pazienza, forse siamo arrivati al momento giusto di riproporre qualcosa di simile perché la gente lo vuole e se qualche investitore ci crede e si trova una buona distribuzione d’immagine potrebbe succedere prima di quanto non si creda e, secondo me, funzionerebbe alla grande.

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Pubblicato il 13 dicembre 2013, in Costume, Televisione con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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