Franco Franchi e il Galatasaray a pranzo

franco franchiALE
Esco da scuola. Ho ancora l’inchiostro che mi sporca le mani. Segno di qualche scarabocchio di troppo sui banchi. Quinta elementare, chiazze di gesso, i rimbrotti della maestra, che a quel tempo è più una mamma che una docente. Torno a casa alle 13.30. Ho fretta, cerco subito il telecomando. Mia nonna guarda  “Il pranzo è servito”. Ma a me di Davide Mengacci, non me ne frega niente. È il 9 dicembre. Sono passati esattamente 21 anni. C’è il mercoledì di coppa, per un bambino di 9 anni è il massimo della vita. Aspetto il collegamento da Istanbul, c’è Galatasaray-Roma, ottavi di Coppa Uefa, antipasto di una lunghissima giornata di calcio.

Totti ha 16 anni, si allena già con la prima squadra. Rai3 tentenna un po’ troppo. C’è il telegiornale. Aspetto l’ultima notizia per proiettarmi direttamente nell’Ali Sam Yen. L’ultima notizia però è la peggiore. È morto Franco Franchi. Non ci posso credere. La Uefa non ha più senso. Le coppe per un giorno non esistono. Oggi Galatasaray-Juventus, di nuovo a ora di pranzo. Come 21 anni fa. In questi giorni la prima mostra di Franco e Ciccio. A Palermo. Un triangolo strano. Palermo-Istanbul. E Roma, la tomba dell’attore palermitano.

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Pubblicato il 11 dicembre 2013, in Calcio, Cinema, Sport, Televisione con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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