I fantasmi dell’Heysel

ALE

“Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta tieni bene la testa in alto e non aver paura del buio alla fine della tempesta, c’è un cielo d’oro”. I tifosi del Liverpool cantano a squarciagola mentre Gerrard e Del Piero si caricano nel tunnel che dagli spogliatoi porta al campo. Dietro ci sono i loro compagni in fila. Silenzio religioso, giù nel torpedone che sbuca sul verde. C’è un’atmosfera elettrica.

I tifosi “reds” sulla mitica Kop mostrano diversi cartelli a formare un mosaico con la scritta “amicizia”. C’è la sigla della Champions. I supporters ospiti si voltano e danno le spalle. Qualcuno agita un dito medio. Sulla Kop c’è imbarazzo. Viene maledetto il sorteggio che vent’anni dopo ha creato questa scocciatura.

Eppure loro, i padroni dell’Anfield, se vogliono, sono capaci di “risucchiare la palla in rete” quando il Liverpool attacca. Ma stavolta sono impotenti. “English animals”, è la risposta. Ululati che si mischiano a fischi. Urla e silenzio. Clima pesante. E allora cercare il perdono è inutile. Perché il passato rotola all’infinito, come il pallone. E come cantano loro, “anche se i sogni saranno sconvolti e scrollati va avanti, va avanti”. Triste realtà. Ventisette anni. Trentanove vittime. Una carneficina. L’Heysel non c’è più, i fantasmi restano.

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Pubblicato il 30 maggio 2012, in Calcio con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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