#ioricordo quei cessi ad Auschwitz

Il mio amico Massimo davanti ai cessi di Birkenau

FRANK

Dentro un capannone, una fila di marmo con una quarantina di cessi, o meglio di buchi, dove fare i propri bisogni. I deportati li facevano entrare a gruppi. Uno attaccato all’altro, avevano trenta secondi per le loro esigenze fisiologiche. La carta igienica? Non scherziamo.

Questa è l’immagine che più mi ha fatto salire il cuore in gola, l’anno scorso a ottobre, quando sono stato nel lager di Auschwitz-Birkenau.


Ho fatto diversi viaggi nella mia vita e ho visto cose bellissime, ma ho imparato di più davanti all’orrore.

Puoi guardare tutti gli Schindler’s List che vuoi, puoi ricordare le vittime in tutte le Giornate della Memoria possibili, ma solo vedendo con i tuoi occhi i luoghi dello sterminio ti rendi conto di cosa è stato l’Olocausto.

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Pubblicato il 27 gennaio 2012, in Storia con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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