Nino ha paura

31 marzo 1996, Nino Barraco debutta in B col Palermo e segna al Brescia

ALE

Era già vecchio vent’anni fa. Forse è sempre stato vecchio. Sarà per i suoi capelli brizzolati e per quell’andatura eternamente dinoccolata. Nino Barraco è come quegli animali in via d’estinzione. Trovare uno come lui, nel calcio dei muscoli e dei petroldollari, è sempre più difficile. Quarantotto (48!) primavere sulle spalle e nessuna voglia di smettere. Nino adesso scrive poesie nel Marian Strasatti, in Promozione. E’ segnalato in gran forma, lanciato com’è verso l’ennesimo salto di categoria.

Mezzapunta d’altri tempi, ispiratore e finalizzatore. Splendido direttore d’orchestra e magistrale esecutore di calci piazzati. Barraco, numero 10 sulle spalle, ha pennellato punizioni all’incrocio dei pali per tre decenni. L’highlander del calcio siciliano vanta una infinita collezione di maglie indossate che farebbe arrossire anche Nick Amoruso e Bobo Vieri. Ma mentre i due (più celebri) colleghi globetrotter viaggiavano con la valigia in mano (traslocando anche oltre i confini nazionali), lui ha sempre scelto il beauty case.
Partito quasi per sbaglio da Lumezzane, poi Ninuzzo ha piantato le radici in Sicilia. Dall’82 ai giorni nostri. Un ottovolante che l’ha portato da Scicli a Marsala, a Modica e Trapani, con le nobili parentesi di Catania e Palermo. E ancora Mazara, Salemi e Sciacca. Con la ciliegina della serie B assaggiata a 32 anni, quando sembrava un fantasista sul viale del tramonto. Ripescato tra gli svincolati da Arcoleo ad aprile, nel ’96, quando dopo l’infelice esperienza di Catania in C2 era rimasto senza squadra.

Alla soglia dei 50 anni Barraco si è rifugiato a Strasatti, piccola realtà del calcio trapanese. Che adesso sogna la serie B con i gol di un altro Barraco, Dino, richiesto in A dal Catania. Una lettera di differenza per capovolgere un destino beffardo.

Sì, perché Nino ha sempre avuto paura di non farcela. Forse. Come in quello spareggio per andare in B. Trapani-Gualdo Tadino, semifinale playoff del maggio ’95. Rischiò fino all’ultimo di non scendere in campo, vittima di crampi alla pancia, stritolato com’era dalla tensione. Ma stava per farcela. Un giorno, erano i primi anni Novanta, un dirigente della Roma scese in Sicilia per scrutare due giovani promesse del Trapani dei miracoli. Ma sul taccuino finì proprio Barraco. “Quanti anni ha quel numero 10?”, domandò l’osservatore. “Più di 30”, fu la risposta. “Troppo vecchio”. Ma in fondo, Ninuzzo, è sempre stato vecchio.

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Pubblicato il 17 gennaio 2012, in Calcio, Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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