La Befana di Calagòl

Emanuele Calaiò, qui con la maglia del Siena, sua attuale squadra

FRANK
(da Zerotituli del 6 gennaio 2011)

Aveva 15 anni ed era scappato da Cosenza. Gli mancava l’aria di casa ed era tornato nella sua squadra di quartiere alla quale aveva già regalato parecchi tornei e montagne di gol. Era ancora un bambino. In Calabria sarebbe tornato. Era l’autunno del 1996 e quel pazzo che aveva lasciato le giovanili di una squadra di serie B per tornare a Palermo, nella Panormus, era un ragazzo gracilino e un po’ folle, un pazzo appunto.

Non un mostro di tecnica, ma una macchina inarrestabile davanti al portiere. Negli allenamenti era quello che si impegnava di meno, era quello che rispondeva per le rime (e anche di più) al mister, ma la domenica la maglia numero 9 era sua. E il tabellino ogni volta gli dava ragione. A lui e al mister. Doppiette, triplette e un titolo nazionale storico per la piccola Panormus. E chissenefrega se il numero 9 scappava a fare la doccia quando tutti erano ancora a mangiare la polvere del campo per il defaticante. Era così. Prendere o lasciare.

Ovviamente lo presero e se lo portarono via. Ancora. Stavolta nella nebbiosa Torino, sponda granata. Era l’estate del 1997. “Se è scappato da Cosenza che è qui a due passi, figuriamoci da Torino”, pensarono in molti. “Macché diventerà il nuovo Schillaci”, ribattevano altri e pensavamo anche noi compagni. Non tornò più, se non per le vacanze.

Lo rivedemmo, il 6 gennaio 2000, in televisione, a 90° minuto. Le immagini di Reggina-Torino, Kallon segna l’1-0 per i padroni di casa. Quel vecchio marpione di Mondonico fa segno a un ragazzino della panchina di scaldarsi. E’ lui, è lui. Con la sua classica aria dinoccolata e il suo più bel vizio. Gli bastano pochi minuti per metterla dentro. Come al solito. Era tornato in Calabria. Era diventato grande.
Oggi, sei gennaio, il debutto e il primo gol in serie A di Emanuele Calaiò, palermitano di Uditore, compiono undici anni (dodici nel 2012, nda). “Calagòl” non è stato il nuovo Schillaci, ma noi ragazzi della Panormus vogliamo ringraziarlo ancora per averci regalato un sogno. Nel 1997/98 quello scudetto che fino a quel momento avevamo solo visto sulle maglie di Milan, Inter e Juve era anche sulle nostre divise. E gran parte del merito, noi lo sapevamo, era di Manu.

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Pubblicato il 6 gennaio 2012, in Calcio, Intimismo con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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