Ronaldo alla Favorita: io non c’ero

Ronaldo alza il Pallone d'Oro 1997

L’amico SIMON

Quattordici anni fa Palermo vedeva la serie A in televisione. I più fortunati vedevano la loro “Juve”, o l’Inter di Simoni, o uno dei Milan peggiori dell’era Berlusconi con i loro abbonamenti a “Tele + Bianco”. Al massimo acquistavano la singola partita su “Palco” (la “pay per view” nuda e cruda dell’epoca). Già, “Palco“. Un nome appropriato per un campionato di Serie A tra i più ricchi di tutti i tempi. Ronaldo, certo, ma anche il miglior Del Piero. Un Baggio capace di 21 gol, che non bastarono però ad avvicinare l’exploit di Bierhoff. E poi Maldini, Cafu, Djorkaeff, Weah, Nedved, Mancini… insomma, c’era davvero tanto da vedere e da ammirare.

 

 

Io purtroppo ero costretto ad accontentarmi di “Quelli che il calcio…” o di Cucchi e soci su Radiouno. Per poi passare a Novantesimo e a “Pressing” (non quello sacchiano, ma di Raimondo Vianello). E poi una sbirciata a pagina 215 per sapere cosa avevano fatto i rosanero (papà non era un grande appassionato, e dopo la fine dei “Picciotti“, vidi poco lo stadio per anni).

Il 30 dicembre 1997, quattordici anni fa, l’Inter capolista scese a Palermo. Oggi si potrebbe pensare ad un match di cartello, con lecite speranze di vittoria per il club di Zamparini. Ma quella era solo un’amichevole per preparare il “big match” di cinque giorni dopo contro la Juventus. Avrei finalmente potuto vedere dal vivo il calciatore che insieme a Baggio mi ha fatto innamorare di questo sport: Luis Nazario Da Lima, in arte Ronaldo.

Di acqua sotto i ponti ne è passata: il brasiliano viene ricordato come un “campione giramondo” dagli amici, come un “mercenario” dai nemici più teneri, e probabilmente sarà a godersi la sua Copacabana dopo una carriera costellata da infortuni. Quella sera alla “Favorita” (si chiamava ancora così) Ronaldo era però il “Fenomeno“, in una delle sue edizioni migliori. Segnò uno dei tre gol che stesero l’Auxerre con una delle sue specialità: finta e controfinta che ubriacano il marcatore, sinistro all’angolino che supera Charbonnier (cognome da rivoluzionario del 1848, portiere così così). Io però non c’ero. Era il mio compleanno, e non potevo non festeggiarlo a casa (mamma dixit). Gli amici di mio padre, che erano disposti ad accompagnarmi in viale del Fante, si godevano il “Fenomeno”. Io potevo solo incollarne la figurina sull’Album Panini regalato dal nonno. Evidentmente era destino che potessi vederlo solo negli highlights in seconda serata. E oggi mi dispiace ancora.

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Pubblicato il 30 dicembre 2011, in Calcio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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